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La "Montagna di Roma" vuole più piste. PDF Stampa E-mail
Il Corriere di Rieti
Mercoledì 29 Luglio 2009 21:20
La "Montagna di Roma" vuole più piste.
Fronte di opposizione contro la protesta che ha effettuato il Cai raccogliendo 1400 firme. Residenti e operatori del Terminillo d'accordo sul collegamento con Campo Stella.
"Su, jemo a Termenillu de Roma la montagna". Nostalgie. Oggi la realtà è ben altra, tanto che gli operatori terminillesi si son dovuti mobilitare per difendere quel poco della montagna che è rimasto e quindi ipotecare la sua rivificazione in funzione del suo sviluppo.
La marcia, consumatasi domenica scorsa, organizzata dal Cai reatino (quello leonessano si è criticamente dissociato) contro i 6 nuovi impianti sciistici per un collegamento organico con il Leonessano, attraverso Campo Stella, trova la militante contrarietà degli operatori altomontani, contrarietà certificata dalle oltre 1.400 firme "di turisti e appassionati della montagna". "Questa è la nostra prima manifestazione per ricordare che sul Terminillo ci siamo anche noi. E siamo ben pronti per organizzare altre più corpose resistenze", precisa l'operatore di antica tradizione familiare, Marco Salvatori. Il quale spiega come "lo sviluppo turistico del Terminillo si caretterizzi anche dalla ricchezza dei suoi impianti, per cui le nuove strutture che la Provincia vorrebbe realizzare in una zona dove la neve, sciabilissima, permane per tutta la primavera, non potranno che arrichire turisticamente la montagna". La contrarietà del Cai (di Rieti) cozza quindi contro il fronte dei residenti e degli "appassionati della montagna", sottoscrittori della protesta. La commistione Cai (di Rieti) e ambientalisti contro gli impianti sembra sia dovuta a problemi di alberi da tagliare. I terminillesi ridono e rimandano la palla tra ironie sarcasmo: "Esiste forse una qualche stazione turitico-invernale dove, per fare posto agli impianti di risalita, non siano stati tagliati alberi? Senza scomodarsi andando sulle Alpi, basta recarsi in Abruzzo. Scuse: tutta gente che agita problemi per far vedere che esiste ma che pensiamo non credono proprio a ciò che dicono". Comunque "a brigante, brigante e mezzo" per cui operatori, residenti, "appassionati della montagna"sono già mobilitati per una decisa azione di contrasto nei riguardi di chi, "negando i nuovi impianti, nega implicitamente lo sviluppo del Terminillo e il suo avvenire". E Salvatori va oltre: "Non soltanto, ma necessario realizzare quel Parco regionale di cui si parla da anni (la proposta fu dell'ex consigliere regionale Roberto Giocondi ma poi che fine ha fatto?, ndr) e che collocherebbe il Terminillo in uno stato giuridico nuovo e tutto a vantaggio del suo sviluppo e del suo ordine interno. Io sono assolutamente favorevole al Parco per i suoi molti aspetti positivi. E non sono certamente il solo". Nata (forse un po' frettolosamente)come "novità" e coltivata dagli entusiami collettivi del tempo, la ex "Montagna di Roma" fa pensare a quei nobili decaduti i quali cercano di risollevarsi ma c'è sempre qualcuno che gli tira la giacca o semina bucce di banana sulla loro strada

Ajmone Filiberto Milli