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Progetto Terminillo: parla Simone Munalli PDF Stampa E-mail
Il Giornale di Rieti
Sabato 27 Dicembre 2014 20:44

Progetto Terminillo: parla Simone Munalli
Un plastico per dare corpo ad un progetto che vuole ridare vita e sviluppo ad una montagna di grande valore ambientale
Che il Terminillo rappresenti una delle principali risorse ambientali del territorio sabino e un volano per il rilancio della sua economia e vitalità sociale e imprenditoriale, fiaccate da una lunga recessione produttiva, è cosa nota. E fin troppo facile da dire. La bellezza della montagna è tale che si fatica solo a capire le ragioni del ritardo del suo utilizzo come stazione turistica competitiva con le altre, vicine e lontane. Finalmente, dopo anni di attese frustrate, particolarmente per gli operatori del Terminillo, qualcosa sembra muoversi e sembra farlo bene, come raramente accade da noi. Sotto i portici del Municipio reatino i cittadini possono visionare un bel plastico, utile a far comprendere in che modo si realizzerà il progetto «Terminillo Stazione Montana, turismo responsabile». E chi vorrà, domani ( oggi, per chi legge) sabato 27 dicembre, potrà ascoltarne la presentazione, che si terrà presso la Sala consiliare del Comune di Rieti alle ore 11, nel corso di una conferenza stampa. Saranno presenti il sindaco Petrangeli, il presidente del Consorzio del terminillo, Paolo Trancassini, il presidente della provincia Rinaldi, il consigliere regionale Mitolo, l’assessore regionale refrigeri e l’On. Melilli.
Naturalmente, non mancano i critici. Ines Millesimi, del Cai, ad esempio, ha scritto su Fb che il plastico «alla Bruno Vespa» è costato troppo: 18mila euro, aggiungendo il pensiero di Giorgio Daidola, docente di Economia e gestione delle imprese turistiche all’università degli Studi di Trento: «il modello del turismo invernale va rivisto, altrimenti si rischia di buttare via altri soldi pubblici». Chi ha ragione? Chi sostiene il progetto o chi da sempre gli è ostile? La conferenza stampa servirà a dare risposte ai dubbiosi, si spera. Intanto ci facciamo aiutare a capire dal giovane Simone Munalli, consigliere comunale con delega al Terminillo, maestro di sci, appassionato di montagna. Una montagna viva, dove lui vive e vuole vivere, e che vuole contribuire a salvare dalla desertificazione economica.
Il 7 Aprile di quest’anno il Comune di Rieti ha approvato la delibera per la parte del progetto di comprensorio che lo riguardava. Come mai c’è voluto così tanto tempo per presentare la Valutazione Impatto Ambientale (VIA), avvenuta solo il lunedì prima di Natale?
I motivi  sono stati soprattutto burocratici ed economici. I documenti e allegati richiesti dalla Regione sono stati tanti. Economici, perché la Regione, alla presentazione del progetto ha chiesto 40mila euro da ripartire tra i comuni. Date le note difficoltà delle amministrazioni si è provato a chiedere di far partire l’opera mentre si trovavano i soldi. Ma non è stato possibile.
Parliamo della sostanza del progetto. Aspetti positivi e meno.
Intanto, Rieti e Micigliano hanno fatto il massimo, sotto il profilo tecnico, per rispettare la sostenibilità ambientale. E come mostra il plastico sono stati fatti grandi miglioramenti rispetto ai progetti del 2005-2006. Nella Vallonina, comune di Leonessa, il punto più delicato per la presenza di molti vincoli, si è cercato di progettare in base alle richieste ambientali della Regione. Basti pensare che nei primi progetti si prevedevano sei, sette impianti di risalita. Come si vede dal plastico ora sono tre. Tutti nella zona della Vallonina e in linea con una strada esistente. Viene garantito il collegamento Terminillo-Leonessa con minimo impatto ambientale.
Insomma, si è cercato di non farsi bocciare il progetto, da quanto capisco.
Sì. Ha prevalso la concretezza e la necessità di rispettare i vincoli ambientali. Senza di che la regione non avrebbe mai dato l’approvazione.
Gli ambientalisti, però, non sembrano convinti della bontà del progetto, considerato una corsa di “ campanile” a spendere soldi a danno dell’ambiente. Sono molto critici particolarmente su quanto si farà a Cantalice, dove è prevista una seggiovia e l’adeguamento della strada.
Sì, loro criticano il fatto che si debbano fare impianti nuovi. Gli ambientalisti sono a favore soltanto dell’ammodernamento di vecchi impianti. A Cantalice, invece, sono previste opere nuove, anche se attente all’impatto ambientale. Il campanilismo non c’entra. C’entra, invece, lo sviluppo di sistema.
La gestione degli impianti sarà unica? Anche l’attuale gestore dei due impianti ancora funzionanti entrerà nel Consorzio?
L’idea è quella. In tutta l’Italia funziona che ci sono diversi proprietari per un unico consorzio. Speriamo che anche da noi sarà così. Noi lavoriamo in questa direzione.
Qualcuno teme che il contributo regionale non sia sufficiente ad assicurare la fattibilità del progetto. Il rischio è che l’impatto ambientale non sia compensato da vero sviluppo. Pensate di ricorrere ai privati per la realizzazione totale degli interventi?
Noi, al tavolo regionale, abbiamo individuato delle priorità, come la Cardito Nord, ma è chiaro che compito del Consorzio sarà anche quello di cercare investitori privati.
Si dice che nevica anche di meno…
Sì, è vero, anche se ci sono studi che dicono il contrario, ma fortunatamente esiste una tecnologia che consente di innevare artificialmente. In Abruzzo, nelle stesse condizioni nostre, oggi hanno aperto cinque o sei impianti.
Ma a costi molto alti.
Sì, vale per l’acqua e per la corrente, ma se ci sono piste che vanno a pieno regime, i costi sono compensati dai guadagni. Comunque, ci tengo a dire che gli operatori del Terminillo che da anni aspettano che si ridia vita alla nostra stazione termale e chi ci vive, come sono io che faccio il maestro di sci, amiamo la nostra montagna e non vogliamo certo sventrarla.
Ci ha pensato già qualcuno a creare brutture, purtroppo. Basti pensare al campo di altura, mai completato e mai usato.
La primavera scorsa, quando sono stati affidati i campi sportivi alle società, è stato affidato anche il campo di altura. Sembra che la società sia interessata a completarlo e a limitarne l’impatto ambientale. Se tutto va bene e in Regione verrà approvato il progetto, il Terminillo potrà ripartire alla grande. Oggi ci sono 2500 appartamenti, praticamente non abitati da proprietari che ci pagano le tasse. Basterebbe che tornassero loro per dare respiro all’economia. Servirà un po’ di ottimismo, fiducia nel progetto e una buona promozione.
Ma il Terminillo va considerato solo come stazione invernale?
No, ma lo sci è sicuramente un volano. Vorrei dire una cosa, comunque. Checchè se ne dica, su questo progetto c’è stata una grande collaborazione tra i comuni e già questo depone a suo favore . E c’è stato anche un gran lavoro fatto dall’amministrazione comunale di Rieti, a partire dall’ex assessore Cecilia. I primi atti alle riunioni al tavolo regionale sono opera sua e della Provincia. Anche se commissariata, la Provincia ha svolto un importante lavoro di coordinamento.
Grazie e, come dice qualcuno, auguri al Terminillo.
di Rosella Vivio