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Interrogazione alla CAMERA PDF Stampa E-mail
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Giovedì 05 Marzo 2015 18:21

COMUNICATO: DISCARICA DI PIAN DE ROSCE SUL MONTE TERMINILLO - INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEL M5S

Il giorno 03 Marzo c.a. è stata presentata l’interrogazione parlamentare a risposta scritta in commissione ( http://banchedati.camera.it/sindacatoispetti…/showXhtml.Asp… ), a firma del portavoce Alberto Zolezzi, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con la quale si chiede della discarica abusiva in località Rischiara a Pian de Rosce a Terminillo, “se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti narrati e quali azioni intenda adottare, alla luce di eventuali accertamenti tecnici effettuati sullo stato di conservazione degli ambienti naturali in relazione al rispetto dell'articolo 3 della direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 sul mantenimento ovvero, all'occorrenza, il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat delle specie migratorie; se il Ministro interrogato, anche alla luce del rischio di danno ambientale e di gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini, non ritenga opportuno disporre verifiche e controlli sullo stato di inquinamento delle falde acquifere ivi presenti, in relazione alla presenza di sversamenti incontrollati di rifiuti.”

Vogliamo informare, inoltre, che solo dopo la nostra denuncia e il successivo comunicato del 21 Gennaio c.a. il Comune di Rieti ha trovato il tempo di preparare il fantomatico progetto per la richiesta di finanziamento di 200.000 euro, propedeutico alla bonifica del sito, da inviare alla Regione Lazio, come testimoniato dalla delibera del 13 Febbraio 2015 n. 21 (in allegato) e pubblicata nell’Albo Pretorio solo il 24 Febbraio c.a. con la firma del Dirigente all’ambiente e protezione civile Ing. D. Cricchi il 22 Gennaio c.a. (il giorno dopo il nostro comunicato) e il parere di regolarità contabile favorevole del dirigente del servizio finanziario V. Dionisi il 26 Gennaio c.a. (5 giorni dopo).
La prima denuncia e il primo sopralluogo da parte del personale comunale e della Polizia Municipale risalgono alla fine dell’anno 2012, come da loro stessi sostenuto, ma nulla ad oggi è stato ancora fatto.
Troviamo questo comportamento inaccettabile, imperdonabile e inqualificabile, visto che trattasi di Zona di Protezione Speciale (ZPS), di un Sito di Interesse Comunitario (SIC) e di tutela paesaggistica come prevista dalla 1497/39 ed è all’interno di un reticolo idrografico, composto dal Fosso dell’Inferno e dai Fossi di Ponte Granaro e Ranaro.
Pertanto si profila il rischio di inquinamento delle falde acquifere a causa della percolazione proveniente dai rifiuti urbani indifferenziati ivi presenti.
Essendo la discarica degli anni 60/80, non solo l’attuale amministrazione seppur informata e coinvolta nel ritrovamento dei rifiuti non ha fatto nulla ad oggi per bonificare la zona, ma continua, come è stato fatto dalle precedenti amministrazioni, a prendere in giro gli stessi cittadini vittime due volte dello scellerato e reiterato immobilismo in difesa della salute pubblica. Anche per questo ennesimo deprecabile episodio dei cosiddetti rappresentanti politici locali, ci auguriamo che in futuro i cittadini sappiano fare le scelte giuste, per il bene di tutti.
Si ringrazia per la collaborazione l’Arch. Angelo Capobianco del MoVimento 5 Stelle, assistente Parlamentare nella VIII Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati.
LORO non si arrenderanno mai… NOI neppure!
Rieti, 04.03.2015
Meetup Amici di Beppe Grillo
“Grilli Parlanti di Rieti”
Attivista Rossi Marco

 

Atto Camera
Interrogazione a risposta in commissione 5-04893
presentato da
ZOLEZZI Alberto
testo di
Martedì 3 marzo 2015, seduta n. 384

ZOLEZZI, DE ROSA, TERZONI, BUSTO, DAGA, MANNINO e MICILLO. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
a Pian de Rosce, al Terminillo, in Provincia di Rieti è stata rinvenuta una discarica abusiva, denunciata al Corpo forestale del comando provinciale di Rieti il 20 gennaio 2015;
secondo quanto riportato dagli organi di stampa (il Messaggero.it, articolo di Monia Angelucci del 23 gennaio 2015): «la scoperta segnalata in una lettera al sindaco, all'assessore all'Ambiente e al comandante della Municipale di Rieti, è dei Grilli parlanti Rieti e riguarda lo spazio vicino all'ex vivaio del Corpo Forestale dello Stato»;
l'articolo prosegue precisando che già nel novembre del 2012, «Legambiente Centro Italia segnalò la discarica a cielo aperto, in cui erano presenti rifiuti di ogni genere, come confezioni di detersivo, cartacce, cassette di plastica rotte, scatolame arrugginito, bidoncini, bottiglie e buste di plastica e piastre di ferro disseminate per centinaia di metri. Questa la risposta dal settore Ambiente del Comune di Rieti: La Forestale, nel 2012 – spiega – ha segnalato al Comune il rinvenimento nella stessa località di un consistente cumulo di rifiuti. La Municipale prima e il personale dell'ufficio Ambiente poi hanno effettuato sopralluoghi: l'area interessata è accessibile da Pian di Rosce dove, percorrendo una mulattiera, si giunge al Colle Rischiara [...]. Lo stato attuale dei luoghi è conseguenza del conferimento dei rifiuti negli anni ’60/’80. Il terreno è di proprietà dell'Amministrazione Beni Civici di Vazia. Il Comune ha predisposto un progetto di bonifica del sito per un costo stimato di circa 200.000 euro, al fine di reperire i fondi regionali»;
questa emergenza si inserisce nel complesso panorama della tutela ambientale e paesaggistica di tutta il territorio del Terminillo. L'area in questione ricade, infatti, in zona ZPS (zona di protezione speciale) identificata con il codice IT6020005 denominata «Monti Reatini» facente parte della Rete Natura 2000 istituita dalla direttiva «Habitat» (ovvero la Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche – Gazzetta Ufficiale del 22 luglio 1992). La rete comprende anche zone create ai sensi della direttiva «Uccelli» e mira a fornire una valida protezione per le zone faunistiche più importanti dell'Europa. Gli Stati membri, ai sensi dell'articolo 3 della direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, classificano, in particolare, come zone di protezione speciale (ZPS) i territori più idonei in numero e in superficie alla conservazione di tali specie, tenuto conto delle necessità di protezione di queste ultime nella zona geografica marittima e terrestre in cui si applica la direttiva «Habitat»;
questa discarica abusiva mette a serio repentaglio la tutela delle migrazione degli uccelli e delle specie selvatiche nell'ambito della zone di protezione speciale (ZPS), considerato, altresì, che nei pressi all'area in esame, gravita un sito di interesse comunitario (SIC – identificato con il codice IT6020007 – Gruppo Monte Terminillo, che contribuisce in modo significativo a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat), che, per il pregio floro-faunistico, crea una rete di flussi migratori che sarebbe inevitabilmente compromessa dalla presenza nel sito di una discarica abusiva, venendo meno agli obiettivi perseguiti dalla direttiva citata;
tale territorio è coperto anche da tutela paesaggistica come prevista dalla legge n. 1497 del 1939 (indicata nel portale Vincolo in Rete – http://vincoliinretegeo.beniculturali.it) ed è all'interno di un reticolo idrografico, composto dal Fosso dell'Inferno e dai Fossi di Ponte Granaro e Ranaro. Pertanto si profila il rischio di inquinamento delle falde acquifere a causa della probabile percolazione proveniente dai rifiuti urbani indifferenziati ivi presenti –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti narrati e quali iniziative di competenza intenda adottare, alla luce di eventuali accertamenti tecnici effettuati sullo stato di conservazione degli ambienti naturali in relazione al rispetto dell'articolo 3 della direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 sul mantenimento ovvero, all'occorrenza, il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat delle specie migratorie;
se il Ministro interrogato, anche alla luce del rischio di danno ambientale e di gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini, non ritenga opportuno disporre verifiche e controlli, anche per il tramite del Comando carabinieri per la tutela dell'ambiente, sullo stato di inquinamento delle falde acquifere ivi presenti, in relazione alla presenza di sversamenti incontrollati di rifiuti. (5-04893)