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Trancassini querela Pratesi PDF Stampa E-mail
Il Giornale di Rieti
Domenica 19 Aprile 2015 07:26

Terminillo: Trancassini querela Pratesi
Al sindaco di Leonessa non è piaciuto l'articolo «La Montagna Minacciata» a firma del fondatore del WWF Italia
Detto e fatto. Lo aveva annunciato pochi giorni fa in un post sul suo profilo Facebook e ieri la formalizzazione dell'atto. Stiamo parlando del sindaco di Leonessa Paolo Trancassini, del Consorzio Smile, del Terminillo, dell'articolo «La Montagna Minacciata» pubblicato sul Corriere della Sera a firma Fulco Pratesi, e della querela per diffamazione anticipata sul social network.
Un articolo che per Trancassini suona alla pari di un'aggressione ai progetti di sviluppo di questo territorio, supportati dalla Regione Lazio con circa 20 milioni di euro. «Siamo stati costretti a querelare il sig. Pratesi ed il Corriere della Sera, - ha detto il sindaco di Leonessa - perché questa disinformazione danneggia lo sviluppo dei territori ed il lusso di rimanere indifferenti non ce lo possiamo permettere: in un momento di crisi come l'attuale, lo sviluppo del Terminillo rappresenta una risposta decisiva, forse l'unica,  per il rilancio della economia e della occupazione. Chi, forte della appartenenza alla lobby dell'ambientalismo radicale, sceglie addirittura la fantasiosa presenza dell'orso per accreditare le proprie idee, creando una disinformazione sul progetto, che al contrario proprio per la sua valenza ambientale ha ricevuto il plauso di Lega Ambiente, deve risponderne in tutte le sedi, compresa quella penale. Come già ribadito, le spese e le eventuali conseguenze, come da delibera di giunta comunale, saranno esclusivamente e personalmente a carico del sottoscritto».
Per Trancassini dal contesto narrativo dell'articolo, rafforzato dal titolo iniziale, «è dato ricavare, sia pure ad un non attento lettore, la circostanza che il progetto per il rilancio del Terminillo, denominato “Terminillo Stazione Montana” costituisca un progetto illegittimo, violatorio di norme giuridiche e foriero di ingenti danni ambientali per la loro portata devastatoria della fauna e della flora esistenti».
«Né può sostenersi - si legge nella querela presentata - che le espressioni usate possano essere ricondotte ad un legittimo esercizio del diritto di cronaca in quanto l’intero contesto narrativo appare non rispettare i requisiti della veridicità e della continenza intesa questa anche come serenità e leale chiarezza dell’informazione».
Pratesi, prosegue Trancassini, «si occupa del progetto di rilancio del Terminillo, finanziato in parte dalla Regione Lazio con lo stanziamento di fondi per 20 milioni di Euro, affermando come tale progetto sia oggetto di pesanti critiche da parte di 12 associazioni ambientaliste, preoccupate per il danno che l’ampliamento inferirebbe ad un territorio montano protetto a livello europeo come Zona di Protezione Speciale (ZPS) e come Sito di Interesse Comunitario. Continua l’articolista riferendo come le dichiarazioni di interesse pubblico e comunitario di questa montagna si basano su aspetti naturalistici di notevole importanza quali antiche faggete con resti di vegetazione arcaica, specie ornitiche rare non senza contare la presenza dell’orso marsicano e del lupo appenninico».
E poi, aggiunge il sindaco di Leonessa, il presidente del WWF continua «dando conto che tra osservazioni alla valutazione di Impatto Ambientale presentate al progetto “Terminillo Stazione Montana” vi sono quelle che denunciano il raddoppio delle aree sciabili con l’eliminazione di 22 ettari di faggeta, contro gli 11 dichiarati ed anche l’eccessiva valutazione economica del progetto che, per reggersi, dovrebbe poter contare su un utenza di 280.000 utenti l’anno, 20 volte quella attuale». «Sottolinea, infine, il Pratesi - si legge ancora nella querela - che il Piano Paesistico Regionale consente per il Terminillo esclusivamente adeguamenti funzionali o completamenti delle strutture esistenti mentre i provvedimenti in difesa delle aree ZPS vietano la realizzazione di nuovi impianti di risalita».
«Assolutamente superato - si legge ancora - appare poi il limite della continenza, inteso come obiettività, correttezza e leale chiarezza dell’informazione. Al di là infatti delle proprie discutibili opinioni avrebbe dovuto dare atto il giornalista che il progetto di rilancio del Terminillo dedica ampio spazio alla cura e tutela del territorio e che parte dello stesso progetto sono stati approfonditi studi, condotti da personale altamente specializzato, in ordine alla conservazione della diversità biologica della fauna e flora presente nel territorio montano. Non senza tacere che il progetto in esame non riguarda solo le attività invernali, ma contempla una valorizzazione del territorio che abbraccia tutte le stagioni dell’anno con il necessario corollario di tutela delle ricchezze ambientali presenti. Tanto ciò è vero che Legambiente si è espressa favorevolmente e senza riserve nei confronti dell’intero progetto, apprezzandone, in particolar modo, gli aspetti di recupero e di tutela ambientale. Correttezza e lealtà dell’informazione avrebbero anche dovuto inibire il giornalista dall’usare a sproposito ed ai fini meramente suggestivi l’argomento relativo alla presenza sui monti del Terminillo dell’orso marsicano. Di tale specie animale, infatti, a memoria di uomo, non è mai stato operato avvistamento alcuno nei luoghi di cui sopra e neppure sono state rinvenute tracce di una sua presenza da considerarsi in ogni ipotesi ed a tutto voler concedere, assolutamente casuale e sporadica. Ancor più sorprendente il carattere meramente suggestivo dell’argomento usato laddove si ponga mente alla circostanza che l’animale in questione è specie stanziale nell’area del Parco Nazionale di Abruzzo ove notoriamente massiccia è la presenza di impianti sciistici (Scanno, Roccaraso, Pescasseroli)».
Per Trancassini, dunque, «sussiste l’elemento oggettivo del reato di diffamazione, rappresentato dalla portata offensiva delle propalazioni che dipingono il progetto per il rilancio del Terminillo e di conseguenza i suoi organizzatori, responsabili e tutti coloro che ne hanno partecipato alla stesura e presentazione come soggetti dediti alla violazione di norme giuridiche, sprezzanti dei valori ambientali, distruttori della biodiversità del Terminillo».
Il documento chiude con la riserva di «costituirsi parte civile nell’instaurando procedimento allo scopo di ottenere il risarcimento dei danni morali e materiali cagionati a seguito dei fatti in narrativa esposti».