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Per superare l'esame serve «compatibilità PDF Stampa E-mail
Il Messaggero
Lunedì 12 Ottobre 2015 06:27

Rieti, Stazione Montana: per superare l'esame serve «compatibilità»
RIETI - «Compatibilità», tra un Terminillo «museo» e un Terminillo «circuito», tra rete di tutela naturale e rete degli impianti: per Carlo Ubertini, assessore comunale all'Ambiente è «compatibilità» la parola chiave che può aprire al massiccio reatino la strada a uno sviluppo sostenibile. E a governare questa «compatibilità» può essere il parco naturale, «non un consorzio paesano». Alla vigilia dell'avvio del contraddittorio in Regione sull'incidenza ambientale del progetto Stazione Montana, Ubertini - già responsabile nazionale dell'Ambiente per il Psi - prova a tirare fuori l'operazione dal buco delle tifoserie favorevoli-contrari in cui si è cacciata e a guardare oltre. «Domani la Provincia contesterà sia il metodo che il merito che ha portato alla valutazione di incidenza ambientale negativa e cercherà di ribaltare quel giudizio».
Un giudizio molto negativo.
«Esatto, ma siccome norme e prassi sono molto interpretabili, il contraddittorio che finalmente si apre sarà utilissimo, a garanzia tanto della tutela ambientale che del progetto. Personalmente, auspico che la Provincia superi positivamente la fase del contraddittorio, dimostrando l'infondatezza di pericoli per l'ambiente, ma il tema della compatibilità resta. Perché alla fine di tutto abbiamo una montagna su cui si ramifica la rete naturale dei vincoli europei, e quindi bisognosa di tutela, e una montagna che vergine non è più da un pezzo, avendo già una rete di impianti e piste da sci. Vogliamo allora un Terminillo museo dell'ambiente o un Terminillo circuito di impianti? Questa contrapposizione si supera solo con un governo del sistema che punti alla compatibilità tra questi due elementi. E quale migliore strumento se non quello del Parco Naturale?».
Lo sostenevate con l'allora consigliere regionale Roberto Giocondi almeno quindici anni fa: cos'è, un ritorno al futuro o arrivate fuori tempo massimo?
«Bé, quando sento il sindaco Trancassini invocare egli stesso il parco penso all'eterogenesi dei fini. Per arrivarci tutti è stato necessario l'incaglio della valutazione di incidenza ambientale. Ora il parco può essere considerato a mo' di «prescrizione» nel caso in cui si superino i problemi della valutazione di incidenza. Ma se i problemi dovessero permanere il parco potrebbe essere una misura di compensazione».
Questo allungherebbe molto i tempi?
«La Regione è comunque il nostro interlocutore, tanto sul progetto quanto sul parco. I tempi, certo, non sarebbero brevi. Però prospettare per il Terminillo un parco naturale significa raddoppiare e non indebolire le potenzialità di sviluppo. Bormio è una delle stazioni sciistiche più attrezzate ed è nel cuore del parco dello Stelvio. Lì la compatibilità è stata brillantemente raggiunta. Perché non provarci anche qui?».
di Alessandra Lancia