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Il grande mosaico del Terminillo PDF Stampa E-mail
Frontiera
Lunedì 21 Dicembre 2015 17:34

Tornato all’originario splendore il grande mosaico della chiesa del Terminillo
È tornato nel pieno della propria bellezza il grande mosaico che decora l’abside della chiesa del Terminillo. Il restauro è stato eseguito dalla ditta Colledani di Milano, la stessa che lo aveva realizzato nel 1975. E non solo sono stati utilizzati gli stessi materiali e la stessa tecnica di allora, ma il lavoro è stato svolto da Domenico Colledani, la stessa persona che lo aveva realizzato 40 anni fa.
«Il mosaico è stato risanato e ripristinato nella parte più ammalorata, in basso a sinistra di chi guarda» spiega il parroco, Padre Mariano Pappalardo. «Sono state sostituite tutte le tessere mancanti in tutto il mosaico ed è stato tutto controllato e ripulito».

«Con l’occasione – aggiunge il sacerdote – abbiamo ripulito anche i mosaici laterali della Scuola vaticana e riequilibrato tutto lo spazio celebrativo del presbiterio, ricentrando il podio. Ora verremmo ricollocare in asse la croce cosmica e dare alla mensa eucaristica una misura e un aspetto più equilibrato, e anche realizzare la sede della presidenza con materiale più consono e in modo stabile».
Ma già il risultato raggiunto con il restauro è sorprendente. Tutto ha acquistato un slancio e una leggerezza impensata e una verticalità più marcata. «Altri lavori saranno necessari – ci dice ancora Padre Mariano – ma piano piano. Il lavoro del mosaico fatto in occasione del 50° della consacrazione della chiesa è stato finanziato dalla fondazione Varrone. Ma cerchiamo altri fondi per poter finire l’opera e completare anche la valorizzazione della artistica Via Crucis. Ufficialmente inaugureremo i restaturi questa estate anche nella speranza, nel frattempo, di completare ciò che manca».
La chiesa intanto è stata riaperta con un afflusso notevole di fedeli, che sono rimasti letteralmente a bocca aperta nel vedere tante sfumature di colori del mosaico prima non più percettibili. Ma occorre andare a vedere di persona: le parole non rendono.