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Anche Petrangeli è in mora PDF Stampa E-mail
Il Messaggero
Venerdì 11 Marzo 2016 15:31

Terminillo, per impianti regalati a Società Funivie anche Petrangeli è in mora
RIETI - Terminillo, anche il sindaco Simone Petrangeli «inciampa» sugli impianti. La Corte dei Conti ha messo in mora vecchi e nuovi amministratori per il generoso cadeau che nel dicembre 2009 la giunta Emili fece alla Società Funivia, concedendogli senza gara e senza oneri il rinnovo dell'esercizio dell'impianto di risalita «Prati delle Carbonaie» per 15 anni e il rinnovo dell'esercizio della seggiovia biposto delle «Carbonaie» per 10 anni.

Fu a suo modo uno scandalo, sia perché le autorizzazioni furono ridate ad una società da tempo nel mirino della stessa amministrazione comunale per presunte lacune e inadempienze nella gestione, sia perché le concessioni furono rilasciate per 15 e per 10 a titolo completamente gratuito per la Società Funivia e senza che il Comune ne ricavasse alcunché. La delibera passò alla chetichella alla vigilia del Natale 2009: a proporla alla giunta Emili non fu l'assessore competente (Antonio Perelli, ndr) ma il comandante della Polizia Municipale, Enrico Aragona. Tempo un mese e dal gruppo consiliare di Sel arrivò al sindaco Emili una interpellanza urgente su Terminillo e sugli impianti sciistici: il gruppo di Sel, in realtà, era Simone Petrangeli, che contestò duramente e analiticamente il provvedimento. Petrangeli si rifece infatti alle conclusioni di uno studio sullo stato giuridico degli impianti di risalita e delle piste del Terminillo condotto dagli avvocati Francesco e Alessandra Persio su mandato del Comune. Quel report aveva innescato nei primi mesi del 2009 due diffide alla Società Funivie che secondo i legali potevano portare alla revoca delle concessioni. Invece, a dicembre di quello stesso anno la giunta Emili le rinnovò senza gara pubblica e in forma gratuita. Petrangeli parlò di vicenda gravissima che metteva in risalto «una evidente e inspiegabile subalternità dell'amministrazione nei confronti della concessionaria degli impianti e l'assenza di una politica di programmazione e gestione della stazione turistica».
LA DENUNCIA DI SEL
Parole (pure) sante, ma che all'epoca caddero nel vuoto: l'assessore Perelli parlò di provvedimento quasi d'emergenza, per salvare la stagione sciistica 2009-2010. In realtà ne «salvò» molte di più. Quando Petrangeli divenne sindaco anche questa operazione finì nel libro nero della giunta Emili su cui si espresse la Corte dei Conti. Corte dei Conti che già nel novembre del 2012 chiese la messa in mora di tutti i soggetti che avevano concorso alla concessione degli impianti del Terminillo (beneficiari compresi).
LA RICHIESTA DEL 2012
Ma la richiesta deve essere caduta nel vuoto, perché a febbraio la Corte dei Conti è tornata sull'argomento, stavolta mettendo in mora anche gli attuali amministratori e dirigenti, a cominciare dal sindaco Petrangeli, «considerato il tempo trascorso in assenza di qualsivoglia valida iniziativa volta a risolvere l'annosa vicenda». «Vogliamo chiarezza sullo sviluppo del Terminillo e se c'è stato come è evidente un danno erariale che si vada a recuperarlo», dice Antonio Boncompagni, oggi Codici, all'epoca anche lui in giunta con Emili ma che non votò quel provvedimento. «Non è vero che siamo rimasti inerti - replica Petrangeli - Oltre a relazioni e ordinanze per garantire la sicurezza delle piste, stiamo preparando la gara per la prima concessione in scadenza, quella del 2018, e puntiamo a unificare i termini per le tre concessioni». «Non basta commuoversi, bisogna muoversi», le parole di Don Ciotti incorniciate dal sindaco giusto ieri. Parole sante.
di Alessandra Lancia