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Gigante dormiente ma non troppo PDF Stampa E-mail
Il Giornale di Rieti
Lunedì 05 Marzo 2018 17:28

Terminillo, gigante dormiente ma non troppo
E la 'Montagna di Roma' spunta all'improvviso sul filo di lana della campagna elettorale
È davvero spettacolare la maestosità del Terminillo, in questi giorni di neve abbondante. Ammirarlo nella sua veste splendente, tuttavia, rende ancor più amara la constatazione che della “montagna di Roma” di Mussoliniana memoria non v'è più traccia. Di quella stazione, fiore all'occhiello della realtà locale degli anni '60 e '70, meta agognata dei vip capitolini e di grandi attori come Vittorio Gassmann, non è rimasto praticamente nulla.
Come di molte cose, nel reatino. Ma il gigante dormiente, come spesso accade in prossimità di eventi elettorali, d'improvviso risveglia il suo antico furore, spargendo i suoi strali infuocati sui malcapitati amministratori che, di volta in volta, si sono dibattuti nell'ardua impresa di ricondurlo agli antichi splendori.

Risvegli quasi sempre sospetti, tuttavia.
Come quello, strano ma vero, verificatosi improvvisamente a soli due giorni dall'attesissima (ed incertissima) tornata elettorale che, oltre a rinnovare il parlamento, chiamerà i cittadini del Lazio ad eleggere il proprio governatore. E il novello “Vulcano” che accende le fucine del sopito Terminillo, stavolta, porta il nome del giovane e battagliero vice sindaco di Rieti nella veste, stavolta, di assessore alle attività produttive.
Forse traendo esempio dall'improvviso risveglio del primo cittadino in materia di bilancio, allorchè – proprio (guarda caso) alla presentazione in città del candidato presidente della coalizione di centro dx – si era destato da un lungo letargo durato otto mesi gridando al dissesto delle case comunali, così il più giovane collega ha rinfocolato d'improvviso l'annosa vicenda montana. «Tradimento!» griderebbe Banco allorchè – nell'interpretare la memorabile Gran scena «come dal ciel precipita» dell'atto II del “Macbeth” di Verdi - si vede perduto e spinge il figlio Fleanzio a fuggire. Pomo della discordia la nota di un tecnico regionale che – a detta del comune - «ci scrive per dire che abbiamo scherzato».
E precisa il contenuto della stessa con la quale «si mettono a conoscenza i soggetti proponenti della improcedibilità della VIA, la Valutazione di impatto ambientale, a causa delle "criticità" contenute nel progetto». Poi, l'affondo: «Un salto indietro di tre anni – dice l'esponente di punta della giunta comunale - che "suona come una campana a morto sul progetto del Terminillo" che, proprio ora con la posizione decisa della nuova amministrazione comunale di Rieti, sembrava essere arrivato vicinissimo all’approvazione».
E chi fu, udite udite, il grande mentore del rilancio montano ora intralciato dall'attuale amministrazione regionale? Ebbene si, quella “governatora” (si direbbe oggi, sciommiottando l'orribile “sindaca” di capitolina memoria) poi costretta suo malgrado a dimettersi per il caso “er Batman”! Attacco, duro, al presidente regionale in carica ed all'assessore sabino: «Con il protocollo d’intesa sottoscritto nel 2011 (quando a guidare la Regione era la “governatora”, ndr) la Regione assumeva l’onere di proporre iniziative legislative per superare il quadro normativo in materia di impatto ambientale e di impianti sciistici. Abbiamo lavorato sodo sul Terminillo - prosegue l'assessore - perché crediamo fermamente che questo progetto possa costituire il punto di partenza per il rilancio turistico e economico del comprensorio questa notizia ci lascia tutti basiti». Insomma, per dirla breve: ora che eravamo ad un passo dall'obiettivo, che grazie a noi finalmente il “gigante dormiente” sarebbe potuto tornare alla sua età dell'oro, i cattivoni della Regione ci tolgono la terra da sotto i piedi.
«Devono delle spiegazioni ai cittadini e ai sindaci». Le spiegazioni arrivano, subito e non sono delle migliori, in tema di responsabilità. Soprattutto e proprio per gli enti locali. «Tutto infondato», dicono da via Rosa Raimondi Garibaldi. La Regione non si è affatto disimpegnata dall'iter, precisano: in primo luogo «i finanziamenti regionali non sono stati ritirati, sono del tutto vigenti e, quindi, disponibili».
Ma soprattutto – e ciò che non appare molto corrispondere alla versione di piazza Vittorio Emanuele II – perché «le scelte da compiere sono in capo agli Enti locali ai quali, come già evidente da tempo, è semplicemente stato chiesto di rispettare la normativa europea e, dunque, di rimodulare l’iniziale progetto rendendo attuabile una proposta idonea a tal fine». Proprio quelle due parole - “da tempo” - aggravano i sospetti circa l'improvviso risveglio terminillese.
«Una volta che gli Enti competenti presenteranno il progetto rimodulato, la procedura prevede la ripubblicazione dello stesso in tempi più stretti, la conferma dei pareri positivi già espressi ed il nuovo parere della valutazione d’incidenza». Nulla, dunque, di quanto paventato: l'invio del progetto già presentato alla Commissione Europea – spiegano – consente l'apertura di una procedura che, per i ritardi accumulati, rischia di non poter essere tenuta aperta all'infinito.
Conclusione: «Quindi, ai Comuni la scelta: o inviare a breve alla Regione il progetto rimodulato o inviare quello iniziale alla Commissione europea. La Regione, come sempre, resta a disposizione del territorio; lo ha dimostrato mantenendo fermi e a disposizione i fondi dedicati a questa importante occasione, ovvero ad una grande opportunità di sviluppo del complesso del Terminillo».
Nadal batte, Federer risponde: ed il rovescio incrociato del fuoriclasse svizzero è spesso imprendibile. E il “gigante dormiente”? Assiste attonito, come da millenni, alle umane diatribe e miserie, ancora in inutile attesa che giunga alfine una “principa” (orrore linguistico!) che, con un dolce bacio, possa d'un tratto risvegliarlo e restituirlo alla beltà perduta.
di Francesco Saverio Pasquetti