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Nuovo pronunciamento sul progetto PDF Stampa E-mail
Il Messaggero
Mercoledì 07 Marzo 2018 18:23

Terminillo Stazione Montana: Provincia e Comuni chiedono alla Regione un chiaro pronunciamento sul progetto
RIETI - Terminillo Stazione Montana, Provincia e Comuni smorzano le ultime polemiche scoppiate sullo stato di avanzamento del progetto ma chiedono alla Regione Lazio un pronunciamento politico chiaro sull’operazione. «L’unità dei territori non é in discussione, ma i ruoli sono cambiati. Stamattina ho chiamato il presidente Nicola Zingaretti, e non da sindaco di Leonessa o presidente del Consorzio Smile - ha detto con una punta di orgoglio Paolo Trancassini - ho chiesto un incontro urgente per sciogliere questo nodo e anche lui ha convenuto di vederci. L’ho trovato non solo cordiale ma anche consapevole. Ci vedremo lunedì o martedì».
Sul tavolo il progetto Tsm rivisto e rimodulato - ora alla fase preliminare, ma pronto ad essere tradotto in esecutivo - e il rebus posto dalla stessa Regione se andare in Commissione Europea a chiedere deroghe o completare l’iter di approvazione in Regione.
«Per noi la strada é quella di presentare il progetto esecutivo alla Regione - dice il vice sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi - però vogliamo un impegno politico chiaro, specie dopo la nota del settore ambientale che sembra rimettere in discussione questo percorso».
«Nella sua ultima versione rivista e mitigata il nostro progetto ha avuto dai valutatori un giudizio lusinghiero, con una stima di impatto ambientale basso e medio basso», spiega l’architetto Fabio Orlandi. «Siamo stati indirizzati passo passo dai valutatori e ora il progetto sta a posto».
A difendere gli impianti anche la sindaco di Cantalice Silvia Boccini - «la porta di Cantalice al comprensorio resta, non é stata tagliata» - e il sindaco di Micigliano Emiliano Salvati: La nostra forza é il Terminillo e in particolare lo scavalco. Se portiamo a casa lo scavalco possiamo parlare di comprensorio, se ci accontentiamo del rifacimento degli impianti esistenti sarà come aver dato aspirina a un moribondo».
di Alessandra Lancia