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Capanna Trebbiani: possibili licenziamenti in Comune PDF Stampa E-mail
Il Messaggero
Domenica 29 Aprile 2018 16:53

Capanna Trebbiani: la Corte dei Conti condanna l'ex assessore Leoncini e la dirigente Rinaldi che ora rischia il licenziamento
RIETI - Nella saga comunale del passato che ritorna c’è un nuovo inciampo per l’amministrazione Cicchetti. La Corte dei Conti ha condannato l’ex assessore Marzio Leoncini, l’allora dirigente dell’Urbanistica Manuela Rinaldi e i tecnici dell’ufficio Luciano Vegni e Roberto Carlucci a risarcire il Comune per il «danno da disservizio» provocato dai tre dipendenti comunali per aver «costantemente e per anni asservito le proprie pubbliche funzioni al volere dell’assessore Leoncini».

La quantificazione del danno non è esorbitante: 30mila euro in tutto, 20mila a carico di Leoncini, 7.000 della Rinaldi e 1.500 a testa per Vegni e Carlucci. Ma lo spaccato di quegli anni che la sentenza restituisce – siamo tra il 2007 e il 2011 – e le conseguenze che la condanna può avere oggi sulla già malconcia macchina comunale rischiano di essere molto più pesanti.
LA VICENDA
Il caso è quello della Capanna Trebbiani, già oggetto di un processo penale da cui gli imputati sono usciti assolti per prescrizione. Il processo aveva accertato che l’operazione di ricostruzione dell’immobile del Terminillo da parte della Impretekna di Marzio Leoncini – resa possibile da un nulla osta paesaggistico e da una variante del progetto emanati dalla Rinaldi – era illegittima. E irregolare era stato anche il percorso che aveva portato la Rinaldi alla guida dell’Urbanistica con l’avvento di Leoncini all’assessorato, scalzando il dirigente del settore Claudio Broggi, dopo che questi «aveva adottato un provvedimento negativo sulla pratica che aveva a cuore l’assessore». Tutti fatti di cui la cronaca si occupò a lungo e che alla fine indussero il sindaco Emili a fare un rimpasto di giunta togliendo Leoncini dall’Urbanistica, ma che riletti oggi nel linguaggio asciutto della sentenza della Corte dei Conti danno la misura di quello che furono quegli anni a Palazzo.
LE MOTIVAZIONI
Per i magistrati contabili, i tre funzionari del Comune hanno costantemente e per anni «asservito le proprie pubbliche funzioni al volere dell’assessore Leoncini, consentendo il dipanarsi della procedura edilizia in modo del tutto illegittimo». Di qui la contestazione del «danno da disservizio, conseguente allo sviamento delle funzioni della struttura comunale». La sentenza della Corte dei Conti è del 20 marzo ed è stato un colpo per l’amministrazione Cicchetti. Manuela Rinaldi, nonostante i diversi procedimenti penali a suo carico, ha superato indenne tanto il quinquennio del centrosinistra quanto il ritorno al governo cittadino del centrodestra. Non ha più potuto ricoprire incarichi dirigenziali ma su decreto dell’allora sindaco Petrangeli ha coperto una serie di servizi, da quello sui fondi europei a quello sul trattamento dati. Con questa sentenza rischia un procedimento disciplinare davanti al collegio comunale, che potrebbe portare nell’ipotesi più estrema al licenziamento. Un epilogo che l’amministrazione Cicchetti vorrebbe evitare.