Terminillo stazione montana, Rieti approva le modifiche al progetto. Ora si attende l'ok da Roma
Terminillo, la volta buona? Ne è convinto il Comune di Rieti, e in effetti le tessere del complicato mosaico sembrano comporsi correttamente. Parliamo di Terminillo Stazione Montana, progetto di ristrutturazione e ampliamento dell’intero comprensorio sciistico, per cui la Regione Lazio ha stanziato 29 milioni e che ad oggi, dopo un tormentato percorso fatto di revisioni, rimodulazioni ed una valutazione di incidenza ambientale negativa, sembra ora essere vicino all’agognato progetto esecutivo.

Per centrare questo obiettivo è fondamentale che i Comuni aderenti al Consorzio Smile (Rieti, Leonessa, Cantalice e Micigliano) approvino la revisione al piano degli interventi. E l’amministrazione del capoluogo è determinata a recitare il suo ruolo, infatti la giunta Cicchetti, su proposta degli assessori Daniele Sinibaldi e Antonio Emili, ha approvato il progetto comprensoriale. “Con questa approvazione – commentano - il Comune fa la sua parte nel progetto di rilancio del Terminillo. L’auspicio è che le modifiche apportate possano finalmente condurre all’approvazione da parte della Regione, attesa da anni da tutto il territorio reatino. Ora però ci auguriamo che Roma faccia la sua parte”. In questo senso il neo sindaco di Leonessa, Gianluca Gizzi, ha trovato il lavoro fatto, visto che all’approvazione aveva provveduto il suo predecessore, nonché presidente del consorzio Smile, onorevole Paolo Trancassini, che parla di “lungo percorso, a volte vissuto come una traversata del deserto, caratterizzato da mediazione e, quando è servito, da fermezza”. Per Micigliano il sindaco Emiliano Salvati conferma di aver adempiuto a tutti gli obblighi già nella precedente consiliatura, mancherebbe Cantalice, ma la rieletta Silvia Boccini tranquillizza: “Abbiamo già ottenuto il parere positivo della giunta, per la necessaria approvazione in consiglio comunale mi sento di poter assicurare tempi brevissimi”. Gli occhi di tutti sono ora puntati sulla Regione Lazio con la speranza che faccia presto e bene. Si è aspettato molto, sicuramente troppo, e nulla valgono i rimpalli di responsabilità. Nella spina dorsale d’Italia, l’Appennino, terra di enormi potenzialità spesso non colte, Terminillo senza timori dovrebbe giocare un ruolo centrale, a fianco del Gran Sasso.