Terminillo, la palestra incompiuta tra spreco di soldi pubblici e monumento al degrado
Un monumento al degrado e allo sperpero di denaro pubblico. Stiamo parlando della struttura che domina il campo di altura del Terminillo, in località “Cinque confini”. Uno scatolone di cemento che sta marcendo sotto l’effetto delle intemperie e degli anni che scorrono inesorabili e che nel progetto iniziale avrebbe dovuto ospitare una palestra, solarium, laboratori, bar e ristorante distribuiti su due livelli.

Il tutto a servizio del centro sportivo polivalente che, invece, è stato completato e inaugurato nel 2006. Così, invece, non è stato per la palestra i cui lavori sono stati interrotti per vicissitudini varie. Sta di fatto che quello che, nelle intenzioni, doveva essere il fiore all’occhiello del Terminillo è rimasta, come detto una opera incompiuta e lo stesso campo di altura non può assolvere in pieno al suo scopo principale.
SOLDI SPRECATI Il progetto del Comune di Rieti era stato finanziato dalla Regione Lazio attraverso i fondi strutturati comunitari per 2,7 milioni dopo una lunga trattativa per mettere d’accordo gli altri Comuni interessati territorialmente. I lavori sono andati avanti spediti per quanto riguarda la pista di atletica, il campo di calcio, di basket e tennis con annessi spogliatoi. Per la palestra invece il progetto ha dovuto affrontare vari stop a causa di rilievi fatti dalla sovrintendenza legati a vincoli paesaggistici. Quello scatolone di cemento che stava sorgendo in una delle zone più suggestive del Terminillo non era gradito. E così dopo lavori a singhiozzi, pareri negativi, ricorsi e controricorsi quella che stava nascendo era una struttura già obsoleta e di difficile realizzazione in quanto necessitava di un nuovo progetto relativo alla copertura. Sta di fatto che parte di quel finanziamento (1,8 milioni) l’allora amministrazione comunale decide di destinarlo per la realizzazione della piscina coperta sempre al Terminillo. Così, a distanza di anni, né la palestra in altura, né la piscina coperta sono state ultimate.
DEGRADO Dal 2006 la palestra dei “Cinque confini” rappresenta l’ennesima cattedrale realizzata nel deserto. Uno scatolone che si sta lentamente sbriciolando e che è stata semivandalizzata. Reti di recinzione divelte e che non rappresentano un ostacolo per i balordi che, dicono i villeggianti, si appartano all’interno della struttura soprattutto nelle ore notturne. Porte sfondate, infissi divelti e quel che peggio spuntoni di ferro arrugginito che rappresentano un potenziale pericolo. Insomma uno spettacolo deprimente che si presenta agli occhi dei villeggianti che anche in questi primi giorni di afa stanno tornando ad affollare l’ex m,ontagna di Roma e i “Cinque confini” da sempre rappresentano per reatini e non una meta molto gettonata dove trascorrere momenti di serenità.
FUTURO Sul destino della palestra d’altura nessuno si è pronunciato anche perché riprendere in mano il progetto comporterebbe ulteriori e gravose spese per le casse comunali. Per l’ex assessore allo Sport Marzio Leoncini, poi, “vedere quell’impianto incompiuto fa male.Il progetto per il quale mi sono dato da fare era di grande profilo e avrebbe offerto, se portato a termine, una grande possibilità al Terminillo e a Rieti. Invece non solo è rimasto “zoppo” ma offre uno spettacolo indegno che non giova alla stazione montana. Insomma un pessimo biglietto da visita”. Poi la stoccata finale: “purtroppo oggi paghiamo la miopia di alcuni che all’epoca giudicarono inutile quel progetto mentre oggi si sta facendo di tutto per offrire una immagine sportiva di Rieti e del Terminillo. Spero solo che non sia un’altra occasione persa” conclude Leoncini.
Luigi Spaghetti