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SOS TERMINILLO PDF Stampa E-mail
Notizie dal WEB
Giovedì 05 Novembre 2009 18:09

SOS TERMINILLO
Il CAI e le associazioni, insieme: “Il “superski” è un grave azzardo economico e danneggia irreversibilmente l’ambiente”.
Domenica 26 luglio 2009 il CAI Lazio – Umbria e le associazioni più rappresentative impegnate nel campo della protezione ambientale, della montagna e dell’educazione al patrimonio culturale si sono ritrovate al Terminillo, presso il Rifugio “Angelo Sebastiani”, di proprietà della Sezione CAI di Rieti.

Guidati proprio dal CAI di Rieti, più di 200 escursionisti si sono incamminati lungo il sentiero 404, per apprezzare sul campo il valore ambientale del Terminillo. Un valore ambientale gravemente minacciato da un ennesimo progetto (altri in passato sono stati prodotti e scongiurati) di ampliamento del comprensorio sciistico della montagna reatina, promosso dalla Provincia di Rieti e denominato “Terminillo superski”, evocando ben più noti e frequentati “circhi bianchi”. I pochi documenti ufficiali con la descrizione del progetto sono pubblicati sul sito www.superskiterminillo.eu e contengono scarni, ma significativi, numeri: dai 6 km. di piste attuali si passa a oltre 42 km. di piste; dai 4 impianti di risalita oggi attivi si passa a 16 impianti, più una grande funivia di scavalco per il collegamento dei versanti nord e sud della montagna.

 

▲ Il ritrovo presso il Rifugio “Angelo Sebastiani”. A questi interventi si aggiungeranno imponenti strutture accessorie, come gli impianti per la neve artificiale, le opere per la prevenzione e il controllo delle valanghe, le strade di servizio ai cantieri e alle nuove piste, ecc... Un intervento di ampliamento e intensificazione che non ha precedenti in Appennino e che, per ora, non è supportato da nessuno studio pubblico di fattibilità
economica e finanziaria, né da valutazioni di impatto ambientale e analisi di incidenza.
Il CAI Lazio, su impulso della Commissione regionale per la Tutela dell’Ambiente Montano, si è fatto dunque promotore di un appello, sul quale si è avuta la convergenza di importanti e rappresentative associazioni (ANISA Associazione Nazionale Insegnanti Storia dell’Arte, FIE Federazione Italiana Escursionismo, Legambiente, Italia Nostra, Mountain Wilderness, UISP Lega montagna, WWF), oltre che del CAI Umbria.
◄ I numerosi escursionisti in cammino lungo il sentiero 404.
L’appello chiede alle Amministrazioni competenti (la Provincia di Rieti e la Regione Lazio, che ha fornito un primo contribuito di 20 milioni di Euro in 3 anni) di produrre i necessari studi di fattibilità e le analisi di impatto e di incidenza ambientale, per poter valutare il progetto sotto il profilo tecnico.
Nell’appello, tuttavia, si ribadisce che la sostenibilità del “Terminillo superski” appare, dai pochi numeri noti, molto improbabile, prima di tutto sotto il profilo economico e finanziario: si paventa il rischio che gli interventi progettati si risolvano, in tempi brevi, in un fallimento gestionale ed
economico. Come già accade in centinaia di siti sulle Alpi e sugli Appennini, gli impianti resteranno ad arrugginire
sui pendii disboscati e inariditi, gli alberghi chiuderanno, l’ambiente sarà definitivamente compromesso. A fronte delle incerte prospettive economiche, infatti, i costi ambientali del progetto sono certi: saranno colpiti i boschi, le praterie aride d’alta quota, i ghiaioni e gli ambienti rocciosi, con
una grave perdita di biodiversità e di forme del paesaggio finora ben preservate. Si stima un taglio di almeno 50 ettari di bosco, mentre interi pendii saranno sbancati e strade e strutture per il parcheggio saranno presumibilmente costruite e/o ampliate. Senza contare i danni ambientali e i costi energetici ed economici della neve artificiale, prevista sull’intero comprensorio. Un comprensorio che, a differenza di molti demani sciistici – anche minori – dell’arco alpino, è ben più limitato e ridotto, anche perché concentrato sulle quote maggiori e le aree sommitali. Il megaprogetto del “Terminillo superski”, quindi, ferisce con maggiore violenza la natura montana, perché addensa i suoi danni su un territorio circoscritto e particolarmente fragile. Siamo consapevoli che le popolazioni montane di questo territorio aspettano e meritano un vero piano di rilancio
economico ed è per questo che non siamo del fronte del “no” a tutti costi, ma siamo convinti che “come e dove” e “fare insieme” siano le soluzioni di rilancio per un futuro davvero sostenibile e duraturo, integrando servizi, offerte e attività.
Il Terminillo è certamente una risorsa turistica, ma non può ridursi a essere un non-luogo artificiale finalizzato a una sola pratica ludico-sportiva, per le poche settimane all’anno in cui c’è la neve e la possibilità di sciare (in pista... perché gli scialpinisti sanno bene quali magnifiche opportunità il
Terminillo offra a chi non usa impianti di risalita e piste battute).
Con la realizzazione del “superski” il paesaggio montano resterà deturpato e desolante quando la neve non lo ricoprirà, cioè molti mesi all’anno. Con grave danno per lo sviluppo del turismo “slow”, dei camminatori, di chi contempla orizzonti e panorami, di chi apprezza la cultura, la storia e i sapori
locali.
Oggi i maggiori centri turistici delle Alpi cercano di differenziare l’offerta, per destagionalizzare i flussi turistici e avere visitatori anche durante l’estate e l’autunno. Lo sci di pista non basta più, nemmeno sulle Dolomiti, diventate patrimonio UNESCO, e gli operatori e le amministrazioni locali cercano di
trattenere i turisti più a lungo e durante tutto l’anno, puntando sull’offerta integrata di tutte le risorse del territorio: beni ambientali e artistici, eno-gastronomia, termalismo, manifestazioni storiche e culturali, attività sportive plein-air, e così via. È la strada maestra da percorrere, a maggior ragione sull’Appennino: era solo il 2007 quando i comuni del Terminillo reclamavano il riconoscimento dello stato di calamità naturale per mancanza di neve e chiedevano sussidi per gli operatori colpiti dal fallimento della stagione sciistica.
Questo progetto, quindi, secondo il CAI e gli altri firmatari dell’appello, consegna un ambiente più povero alle popolazioni locali e compromette le opportunità di sviluppo delle generazioni future. Perciò si propone un progetto di sviluppo del Terminillo alternativo, basato su pochi punti fondamentali: l’istituzione del Parco Regionale e di definitive forme di tutela della montagna e dei suoi ambienti naturali e antropici; la modernizzazione degli impianti sciistici già esistenti e il ripristino di quelli già abbandonati, compatibilmente con gli obiettivi di tutela e valorizzazione ambientale; il sostegno e l’incentivazione da parte di tutte le istituzioni di un piano integrato di interventi per lo sviluppo sostenibile, con una rinnovata attenzione alla qualità della vita, alla specificità dei luoghi, ai prodotti tipici, alla fruizione del paesaggio, al turismo consapevole, fattori che possono costituire
occasioni di impresa, di occupazione e di reddito, con l’obiettivo di evitare l’abbandono della montagna e offrire nuove opportunità soprattutto per le giovani generazioni.
La partecipazione all’escursione del 26 luglio è stata entusiasmante: oltre 200 persone, Soci CAI e delle altre organizzazioni o semplici cittadini sensibili al tema, di un’età compresa tra i 5 e gli 88 anni. Fondamentale anche il contributo dall’Umbria, visto che – soprattutto da Terni – il Terminillo è visto come una delle “montagne di casa”: la presenza dell’Associazione Stefano Zavka, alpinista disperso sul K2, ne è stata la riprova. Anche il Presidente della Sezione CAI dell’Aquila, Bruno Marconi è intervenuto al Terminillo per sostenere l’appello. Altre iniziative, in particolare per promuovere l’istituzione del Parco Naturale del Terminillo, sono previste per i mesi che verranno. Invitiamo tutti i Soci CAI a sostenere questo progetto, firmando il prestampato sul sito www.cairieti.it.
Nel Centro Italia il CAI resta “sentinella della montagna”, fedelmente all’art. 1 del proprio Statuto.
CAI Sezione di Rieti
CRTAM Lazio
CAI Lazio
CAI Umbria
Layout: Vinicio Vatteroni – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. – Foto: archivio Sezione CAI di Rieti

 

Tratto da www.cai.it