Le Pro Loco di Leonessa, Cantalice e Terminillo diramano un comunicato a favore del progetto TSM2.
A lungo si è parlato di cambiamento e sviluppo del Terminillo, e tanto è stato scritto. In questi ultimi giorni, soprattutto, molte sono state le osservazioni sulla sostenibilità e l’importanza del progetto TSM (oggi TSM2), ma nessuno sembrerebbe aver preso in considerazione l’impatto sul tessuto sociale ed economico di un intero e più allargato territorio.
La sostenibilità del TSM – Terminillo Stazione Montana, non può essere valutato solo attraverso gli studi e gli elaborati progettuali, ma anche e soprattutto nel suo complesso, ovvero dall’economia dell’indotto, rappresantato dalle attività turistico ricettive, associazioni, consorzi e pro loco, motori dell’accoglienza e dell’organizzazione turistica.

Nel territorio montano del terminillese, vi sono realtà ed eventi che hanno un interesse storico, culturale ed eno-gastronomico che, attraverso un processo di coordinamento e collaborazione, potrebbero essere inserite in rete all’interno di un programma di ricettività, dando al visitatore una percezione di un unico comprensorio territoriale. Poter raggiungere luoghi come Leonessa, Cantalice o Terminillo stesso, attraverso l’utilizzo di impinti a fune, è un qualcosa che probabilmente ancora non si riesce ad immaginare, riconoscere e cogliere l’opportunità finalmente di essere competitivi, al pari o addirittura superiori al vicino comprensorio abruzzese, dal punto di vista turistico-ricettivo potrebbe essere una realtà più che realizzabile e concreta.
Il TSM porta con se non solo la possibilità di rinnovamento e sviluppo dei vari, ma un’economia e un indotto turistico-economico significativo. Gli studi di settore riguardante il turismo montano, sono chiari. L’incidenza che si potrebbe avere dal punto di vista occupazionale, secondo i dati l’Osservatorio Italiano del Turismo Montano, è pari ad un rapporto di 1:53 tra gli addetti agli impianti di risalita e il comparto ricettivo, vale a dire che su una previsione di 80 addetti, il comparto ricettivo ne muoverà circa 4240; allo stesso modo, il rapporto di 1:16 tra gli introiti degli stessi impianti e quelli dell’indotto (bar, ristoranti, alberghi ecc.) vale a dire che su 1 milione di euro di incasso, l’indotto ne potrebbe incassare circa 16. Questi dati di carattere nazionale, sono significativi, ma non dimentichiamo che il Terminillo ha una posizione strategica importante, al centro della dorsale appenninca, una distanza di 100 km da Roma, confinante con L’Umbria e meta perfetta per molti vacanzieri che scelgono la montagna. I dati sono ancor più interessanti considerato che la maggior parte dei clienti italiani che trascorrono le vacanze invernali, secondo il rapporto dell’Osservatorio Italiano del Turismo Montan., provengono dal Lazio (circa il 21% diretto al Nord-Est dell’arco alpino e circa il 19% al centro-sud).
Le pro loco non hanno sicuramente specifiche competenze per poter entrare nei meriti tecnici e progettuali, ma hanno una conoscenza profonda dei propri territori che può consentire loro di esprimere valutazioni valide, concrete e autentiche.
Il Terminillo ed il TSM quindi, rappresentano quella sfida che, oggi più che mai, dopo le ferite del terremoto del 2016 cha ha colpito il centro Italia, la crisi economicha che ne è conseguita e l’attuale chiusura obbligata delle attività per l’emergenza COVID-19, (per di più avvenuta nel periodo di maggiore affluenza turistica), assumono un carattere di riscatto e di rilancio che, al di là delle polemiche di un’improbabile impatto ambientale, (il TSM2, a differenza del progetto iniziale, è stato rimodulato secondo le prescrizioni della Regione Lazio con un’incidenza di impatto ambientale bassa), offrono l’ultima reale opportunità per le sorti di questi territori e per l’intera Regione Lazio.
Pro Loco Terminillo: Silvano Oliverii
Pro Loco Leonessa: Maria Casula
Pro Loco Cantalice: Enrico Marchioni