Terminillo: un parco naturale per unire i fronti del sì e del no
Terminillo: un parco naturale ​per unire i fronti del sì e del no. Istituzione di un’area naturale in cui racchiudere il Tsm. Proposta rilanciata dal responsabile di Legambiente Rieti.
Potrebbe essere il punto di equilibrio fra le istanze del sì e il no degli ambientalisti, che giudicano il Tsm come un progetto economicamente non vantaggioso. Il giorno dopo la presentazione del “Manifesto per il Sì” al Tsm, firmato da 35 sigle, torna anche il tema del parco naturale del Terminillo entro il quale racchiudere il Tsm, per garantire unità alla gestione del territorio montano attraverso un piano economico pluriennale.

In conferenza stampa lo ha riportato alla luce il responsabile di Legambiente Rieti, Gabriele Zanin: «Il ritardo nella gestione del Terminillo è stato causato anche dalla mancata unitarietà dei Comuni che ricadono nel territorio montano. Il parco potrà darci la continuità amministrativa di cui abbiamo bisogno e, portato a casa il risultato del Tsm e la bonifica del territorio, il passo successivo potrebbe essere proprio quello della sua istituzione. E non si tratta di un contentino per gli ambientalisti, perché garantirebbe che non si ripetano gli errori commessi in passato».
I particolari
Ma come funzionerebbe, nello specifico, il parco naturale del Terminillo? «Innanzitutto, è la Regione che approva il Tsm e istituisce il parco, sulla base di proprie valutazioni o di quelle di altri, tenendo conto di qualità, vocazione del territorio e ricerca di compatibilità tra le varie attività da svolgervi all’interno - spiega l’ex assessore all’Ambiente della giunta Petrangeli, Carlo Ubertini. - Il confronto che si sta articolando tra sostenitori del sì e del no fa riferimento a un aspetto strategico e non tecnico del Tsm, a meno che non si vogliano tirare per la giacca i tecnici deputati alla valutazione di compatibilità. Per questo torno a riproporre la bontà della scelta del parco, qualora il Tsm ottenesse il via libera dalla Regione. Il parco garantirebbe uno sviluppo moltiplicato al Terminillo perché destagionalizzato, dove l’inverno sosterrebbe l’estate e viceversa, fornendo la garanzia di una gestione sostenibile e unitaria dei Comuni entro cui ricade il Terminillo e potrebbe accedere a finanziamenti europei e regionali, perché avrebbe un piano pluriennale economico da rispettare. Avocherebbe a sé tutte le possibilità di pianificazione urbanistica e, grazie al piano pluriennale economico e ai finanziamenti, si potrebbe lavorare da un punto di vista turistico, scientifico, di attività silvo-pastorali, sportive e di formazione, legandovi ad esempio il corso di Scienze della Montagna della Sabina Universitas. Il parco è il punto di equilibrio tra le istanze ecologiche e quelle economiche, ma ora è principalmente la Regione che deve decidere».
Parere differente
Contro il Tsm si schiera invece l’ex presidente del consiglio comunale Gian Piero Marroni: «Il parco naturale e il Tsm sono due visioni opposte, perché il parco tiene conto degli aspetti ambientali e pensa a uno sviluppo più generale della montagna, non solo dell’inverno. Attraverso la gestione del parco si sarebbero superate le municipalità dei cinque Comuni e sarebbe esistito un piano d’assetto che avrebbe previsto il futuro sviluppo del Terminillo. Il solo parco, e non il Tsm, può essere la controproposta di sviluppo del Term
di Giacomo Cavoli