Terminillo, «Tsm, impianti ai massimi livelli nell’Appennino»
Dopo l’aspetto ambientale, lo scontro tra i sostenitori del Tsm e gli ambientalisti si sposta ora sul versante economico-finanziario. A proporre la contro-analisi del business plan del Tsm, ieri, su Il Messaggero, è stato infatti l’ex direttore pianificazione e controllo alla Rai e direttore finanziario di Rai Pubblicità, Fabio Belli, incaricato dagli ambientalisti di analizzare il piano finanziario del Tsm.

Le presenze
A rispondere all’analisi di Belli - che parla di rischio default per i Comuni intenzionati a partecipare alla gestione del Tsm - è il presidente di Federalberghi Rieti, Michele Casadei: «Non è vero che il Tsm parli di 280mila presenze raggiunte nel primo anno di avvio del progetto: sono raggiunte nel secondo anno e non nel primo - esordisce Casadei. - Belli sostiene poi che nel business plan le presenze del Terminillo superino del 40-50 per cento Ovindoli e Campo Felice: ma dal confronto tra il nuovo comprensorio e le due stazioni abruzzesi, risulta che il totale degli impianti e dei chilometri di piste delle due stazioni, calcolate insieme, compone un comprensorio grande tanto quanto quello del Terminillo. All’interno del piano del Tsm, il totale delle presenze ottenute sommando Ovindoli e Campo Felice è stato infatti stimato in circa 499mila unità - prosegue Casadei. - Il totale delle presenze stimate invece nel Tsm è di 280 mila: perciò le presenze stimate per Terminillo corrispondono al 56 per cento delle presenze di Ovindoli (217mila) e Campo Felice (282mila) calcolate insieme. Belli parla inoltre di un incremento di 240mila unità rispetto alle stagioni attuali con neve: ma che senso ha confrontare il comprensorio attuale con il nuovo, molto più grande e dotato di impianti di innevamento che garantiranno neve per tutta la stagione?».
I costi
«Altra lettura sbagliata del piano economico finanziario è quella in base alla quale il progetto genererebbe una cassa pari a 22 milioni di euro dopo 5 anni - prosegue ancora Casadei. - Nel piano si afferma invece che, al netto delle rate dei leasing necessari ad acquistare le attrezzature, nel migliore dei casi vi sarebbe un surplus di cassa pari a 3 milioni e mezzo di euro. Non è vero poi che il piano economico del Tsm giudica l’infrastruttura fragile, inadeguata e di bassa qualità, perché l’analisi di sensitività riporta che “il nuovo comprensorio sarà, dal punto di vista tecnico, nettamente superiore ai concorrenti, in quanto dotato di impianti di ultima generazione e di un sistema di innevamento che coprirà l’80 per cento delle piste». Considerato poi il bacino principale di Roma, il nuovo comprensorio si trova a un’ora e 40 minuti e 130 chilometri di distanza, risultando quindi avvantaggiato rispetto a Roccaraso e penalizzato rispetto a Campo Felice, con vantaggi maggiori rispetto ai bacini di Umbria e Toscana. Il Tsm non richiederà poi pedaggio e avrà un costo carburante basso, fornendo impianti di ultima generazione ed ai massimi livelli in Appennino, qualitativamente vicini a Roccaraso e superiori a quelli di Campo Felice e Ovindoli».
di Giacomo Cavoli