Terminillo, quel clima retrò del boom di un tempo
Monte Terminillo, mattina di fine agosto. Ai tavolini dei bar si stenta a trovare un posto per colazione, come del resto accade alla sera per l’aperitivo. Un’elegante signora bionda cerca i suoi occhiali: «A casa non ci sono, devo averli lasciati da qualche parte. Ma tanto sicuramente me li lasciano al Bazar, qui ci conosciamo tutti». L’estate terminillese dell’era epidemica ha un che di nostalgico e vagamente retrò, come se una strana macchina del tempo l’avesse riportata ai fasti dell’hotel Savoia, quando sulla montagna arrivavano celebrità e frotte di turisti. Le imposte delle case di vacanza sono tutte aperte, sui davanzali ci sono i gerani fioriti, gli scarponcini da trekking.

«Erano anni che non stavo qui per tutto questo tempo - spiega la signora degli occhiali - quest’anno, invece, siamo venuti subito dopo le riaperture: sto vedendo il Terminillo con occhi diversi». Una tendenza confermata da tantissimi. «Lavoro qui da 25 anni - afferma il portiere di un noto residence di Pian de’ Valli - ma solo quest’anno ho visto tutti gli appartamenti aperti, con un incremento di almeno il 50%».
Smart working
Molti anche quelli che lo smart working hanno scelto di farselo in alta quota, magari portandosi appresso la famiglia. «Siamo qui da un mese, mai accaduto prima - racconta una giovane famiglia romana. - È più tranquillo per il bambino, ci sono i giusti distanziamenti, l’aria è buona e frizzante. Nel week end ospitiamo amici e parenti, tutti si sorprendono di questo posto. E si dorme benissimo senza l’afa della città, ne beneficia anche Chico». Chico è un pelosissimo coniglio nano diventato la mascotte dei più piccoli, ma la montagna è popolata anche di tanti altri animali domestici. «Abbiamo iniziato a lavorare fin da giugno, c’è stato tanto movimento nei weekend di luglio ed è ancora pieno di gente, ora che è quasi settembre, quando qui il turismo generalmente si concentrava tutto nella settimana di Ferragosto», ricordano gli esercenti.
Il nolo bici, i gestori di giochi per bambini, le attività di ristorazione e i negozi non ricordano una stagione estiva così florida da anni, complice anche il meteo quasi sempre soleggiato. «Ne siamo felici, anche perché la stagione invernale non è andata granché bene - dicono i gestori di un noleggio di mountain bike. - Noi ci occupiamo di igienizzare i caschi, le selle e i manubri, ma anche la gente è molto disciplinata». Tanti quelli che vanno a fare escursioni e scoprono esperienze mai provate prima. «Abbiamo numerose richieste - dichiara una guida - tanto che abbiamo raddoppiato le proposte». Si va dai percorsi facili per i principianti fino a quelli per gli esperti, mantenendo le giuste distanze in cammino e con i gel igienizzanti negli zaini. Senza mai dimenticare il pranzo al sacco. «Nei giorni più affollati abbiamo preparato anche mille panini al giorno, un record», assicurano in una gastronomia.
Il territorio
E le potenzialità di questa estate anomala non riguardano solo il Terminillo, ma anche il centro di Rieti, i santuari, i laghi e i paesi della provincia. «C’è anche molto movimento motociclistico e ciclistico - evidenzia una commerciante. - L’ufficio turistico del Comune è chiuso e noi fungiamo in un certo senso anche da punto informazioni». Il nodo centrale pare questo, il passaparola. Con l’auspicio che i turisti e i residenti che hanno scelto il Terminillo Covid, l’anno prossimo tornino per convinzione. «Noi sicuramente ci saremo», spiega un motociclista di Reggio Emilia. Annuisce convinto anche un pellegrino milanese, in percorso sul Cammino di Francesco. Tutti contenti nonostante il momento certamente non facile, dunque. Ora sta anche ai reatini crederci, e puntare convintamente sulle potenzialità del turismo nostrano perché - quello sì - diventi davvero contagioso.