ASPETTANDO LA NEVE
Una riflessione critica per stimolare la politica del territorio
"Come ogni anno arrivano le precipitazioni nevose a Terminillo, i periodi non sono sempre gli stessi e neanche i centimetri ma immancabilmente, fortunatamente, arriva - scrive l'associazione politico culturale "RIETI DEMOCRATICA LIBERI E FORTI” - La coltre nevosa copre tutto, tutto ammanta, il panorama è bellissimo e soprattutto si scia. Sulla superficie liscia, levigata, si praticano le varie discipline: discesa, fondo, alpino, si ciaspola. E sotto, cosa si nasconde? I frequentatori abituali della vicina Umbria e di Roma che amano Terminillo, ogni anno si uniscono al coro che ripete le stesse cose.

Ci s’interroga e, fra le notizie più approssimative e fantasiose, resta il malumore per una situazione che a volerla definire vergognosa e di mal governo semplicemente, si rischia la complicità. Terminillo non ha registrato neanche lo sviluppo di una qualsiasi frazione e il degrado diffuso non trova paragoni in nessuna stazione turistica che si voglia immaginare.
Non esiste un progetto complessivo di recupero e rilancio e sono stati adottati strumenti che ne determineranno la definitiva scomparsa da qualsivoglia itinerario turistico; alla mancanza di servizi e di funzioni complementari, invernali ed estive, si accompagna la trasformazione di edifici ricettivi in mini appartamenti.
La montagna non è attrezzata per organizzare i necessari eventi per un adeguato rilancio e sviluppo comprensoriale e ove ricorressero le condizioni, non ci sarebbero adeguate strutture ricettive capaci di ospitare i partecipanti.
Eppure alcune opportunità per una ripartenza ci sono, discutibili, ma ci sono e rappresentano anche un minimo di possibilità occupazionale. Sono nascoste sotto il manto nevoso per un periodo durante il quale ci si dimentica, perché attratti dalle poche e strapazzate piste da sci.
Possiamo immaginare, a essere ottimisti, che anche in questo caso si stia lavorando a fari spenti e che da qui a breve si accenderanno i riflettori su una meravigliosa stazione degna di Cortina, ma nel frattempo anche per soddisfare la curiosità di molti, crediamo, sia il caso, che le amministrazioni “cugine” del Comune di Rieti e della rigenerata Provincia comunichino qualche puntuale informazione.
Intanto, sul finanziamento regionale di 20 milioni di euro per migliorare il sistema sciistico comprensoriale, riunito in Consorzio, del quale poco si conosce, salvo che il Comune di Leonessa ha già utilizzato la quota spettante per lavori di realizzazione di una nuova pista.
Il Comune di Rieti, non è dato sapere se ha formalmente aderito e cosa intende fare. La Provincia dovrebbe coordinare stante gli “accordi” assunti. Di tempo ne è trascorso molto ma l’assessore all’urbanistica persevera nella totale latitanza dei luoghi di divulgazione, confronto, condivisione.
Lui lo sappiamo vola più alto di tutti, ma anche i cittadini comuni mortali hanno diritto di sapere. Il “campo di altura” dei cinque confini, forse non è stata l’opera più azzeccata e utile che si potesse concepire, ma adesso non si può tollerare lo scempio di un edificio di nuova realizzazione ma in via di continuo degrado posto a fianco dell’impianto sportivo; La scelta progettuale la dice lunga: forma cubica apparentemente idonea a ospitare loculi, tetto a terrazzo a quota 1600 metri. Nessun intervento per completare l’edificio, magari con qualche revisione estetica ma ancora peggio nessun accorgimento per evitare, anche con opere provvisionali che deperisca in modo irreversibile. Eppure sono stati spesi tanti, tanti, soldi pubblici.
Parlare di un piano di recupero e risanamento ambientale e urbanistico con cui prendere in considerazione anche le vicine escavazioni dove sono presenti plinti di cemento di edifici fortunatamente non più realizzati, probabilmente per le amministrazioni interessate è una bestemmia, ma proviamo una volta ad essere blasfemi: chissà.
Eppure il comprensorio dei cinque confini, per gli spazi circostanti, i sentieri e le piste per lo sci da fondo in inverno, rappresenta un eccellente richiamo per tutti.
A Pian de Valle, i frequentatori del Terminillo una volta avevano una sola occasione, struscio a parte, per socializzare e divagarsi fuori dai pendii: La Valletta. In inverno, bambini e meno esperti con le slitte e, in estate con due campi da tennis e un prato polifunzionale.
Dopo anni di studi, progetti e proposte, si è occupata quell’area con un mausoleo indefinito e incompiuto, anch’esso a rischio deperimento. Risultato: da anni lo spazio è impegnato e non utilizzato, divenuto antiestetico e l’edificio incompiuto, ma i soldi sono pubblici.
Intanto con gli edifici inutilizzati, i “valorosi” volontari che si spendono oltre l’immaginabile, impegnati in associazioni e società, per garantire a tantissimi giovani di praticare sane discipline sportive, sono costretti non senza difficoltà burocratiche, ad arrangiarsi con prefabbricati disseminati lungo le strade.
Un’attenzione particolare va inoltre posta sulla vicenda dei parcheggi sotterranei, che realizzati in concomitanza della costruzione dell’edificio prospettante il piazzale di Pian de Valle dovevano essere destinati all’uso pubblico. Sorto in passato, un contenzioso con la società, il Comune ha fatto valere le proprie ragioni riconosciute in corrette sentenze.
La vicenda dovrebbe essere ben nota al sindaco, al quale si chiede lo stato dell’arte, atteso che tale parcheggio nel frattempo non sembra essere completamente inutilizzato.
La riflessione è che il massiccio del Terminillo richiede una visione complessiva che la vocazione turistica, didattica e sanitaria suggerisce e di un progetto anche comprensoriale di cui non si ha traccia, sempre che non stia già pronto in qualche riservato cassetto, nel qual caso sarebbe auspicabile venirne a conoscenza; nel frattempo però, almeno le “incompiute” insieme alla sala cinematografica e quella convegni dovrebbero essere adeguatamente e tempestivamente trattate.
Si ricorda ai più distratti che Terminillo ha già un proprio bacino di utenti, rappresentato dai cinquemila vani delle costruzioni sempre meno, frequentate dai proprietari di quegli immobili che non trovano stimoli per mancanza di attrazioni.
Riteniamo che nel frattempo si debbano sostenere gli uomini di buona volontà e favorire qualsivoglia iniziativa che possa mitigare le evidenti carenze "