Il Terminillo spera nei turisti romani
La prima neve sul monte Terminillo consegna concrete speranze per un buon Natale dal punto di vista turistico. Le restrizioni imposte dalla lotta alla pandemia di coronavirus rendono più difficile programmare settimane bianche sull’arco alpino, la vicinanza con un bacino enorme come quello di Roma potrebbe rivelarsi determinante. Ne parlano il presidente di Federalberghi Michele Casadei ed il vicesindaco di Rieti con delega al turismo Daniele Sinibaldi.

Casadei parte dall’analisi del Natale dello scorso anno “un Natale senza neve e quindi in chiaroscuro in cui gli habitué che grazie ai servizi offerti, alla bellezza del paese e del paesaggio non hanno fatto mancare la loro presenza. Non è stata comunque una stagione del tutto soddisfacente a causa della mancanza di neve”. Per quest’anno “le prenotazioni non sono abbondanti, ma si registrano molte richieste di informazioni, che ci fanno sperare. Le restrizioni favoriscono il turismo di prossimità, evitando i grandi spostamenti. La nostra stazione montana, in più, ha nel suo dna il distanziamento con i suoi ampi spazi. Stiamo ricevendo numerose chiamate che non si tramutano in prenotazioni a causa delle incertezze sullo scenario futuro. E’ bastato qualche fiocco di neve a scatenare le chiamate. Questo fa comprendere che il Terminillo è tra le mete più ambite in questo momento. Contiamo di fare una bella stagione”. Potrebbe fare da traino anche una stagione estiva che è stata tra le migliori degli ultimi 10 anni. Questo fa affermare Casadei che “questo è il momento del Terminillo. Ma è anche il momento in cui sono necessari investimenti”. Da questo punto di vista gli occhi sono puntati alla Regione Lazio, a cui si chiede “l’approvazione del TSM2, ed una strategia comunicativa e di marketing incisiva. Ma la montagna non è neanche nel Piano Triennale del Turismo”.