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Terminillo, gli impianti dimezzati PDF Stampa E-mail
Il Messaggero
Domenica 29 Novembre 2009 15:40

Logo TerminilloLa ormai ex “montagna di Roma” si avvia verso un’altra stagione da dimenticare sotto il profilo turistico
Terminillo, gli impianti dimezzati
Dei dodici esistenti quest’anno solo sei funzioneranno a pieno regime
Al Terminillo si annuncia un’altra stagione di lacrime e sangue sotto il profilo turistico. Dei 12 impianti esistenti solo 6 saranno in grado di funzionare, in quanto gli altri sono giunti a ”fine vita tecnica”. Mancano poi strutture alberghiere sufficienti per chi volesse fermarsi a dormire nella ormai ex montagna di Roma

La manna dal cielo forse arriverà e con essa, probabilmente, anche la neve. Ma a Terminillo, intanto, si respira aria pesante. Quella che è ormai alle porte sembra essere, agli occhi di tutti, un’altra deprimente stagione invernale che sarà ricordata come un ulteriore passo verso il baratro. E’ inutile nascondersi dietro un dito: la fotografia della gloriosa “Montagna di Roma” è solo un bel ricordo, una sbiadita cartolina in bianco e nero con le Fiat Giardinetta parcheggiate a Pian de’ Valli.
La realtà. La stazione sciistica non ha più la capacità attrattiva di una volta e per gli amanti degli sport invernali la batosta (se ci dormi, ci mangi e usufruisci dei pochi servizi rimasti) è ancora una volta dietro l’angolo. Gli impianti sono pochi, la recettività alberghiera è stata definitivamente strangolata dalla speculazione edilizia e così l’arrivo della neve si trasforma, ogni volta, in una disgrazia, quasi una calamità.
Appeal perduto. Terminillo di certo non ha più l’appeal di una volta, non si è caratterizzato, non è al passo con i tempi e con le necessità dei turisti e la concorrenza, a due passi da Roma e da Terni, è spietata. Come se non bastasse, e la colpa non è del pessimismo, quando nevica i pochi imprenditori rimasti al capezzale mettono il muso tirando avanti svogliatamente.
Gli impianti. La situazione è disastrosa e c’è ben poco da inventarsi perché è tutto alla luce del sole: sei impianti su dodici (seggiovia Terminilletto e le sciovie Fiorito, Colle Scampetti, Cardito Nord, Anello e Terminilluccio Est) sono arrivati a “fine vita tecnica”, in parole povere sono chiusi. Della dozzina di impianti installati negli anni della nascita della stazione invernale - quando Sestriere e Terminillo erano le prime stazioni del vecchio continente - ne è rimasto ben poco. Quando nevicherà chi salirà al Terminillo troverà funzionanti: la funivia del Terminilluccio, la sciovia Togo (sostituita da un tapis roulant di 150 metri), le sciovie Terminilluccio e Terminilluccio bis (sostituite da seggiovie a 4 posti), Cardito Sud e Carbonaie. Fine.
Il sacco. Un altro capitolo, forse il più inquietante, è quello sulla spietata speculazione edilizia che ha visto trasformare intere strutture alberghiere in alveari. Centinaia di miniappartamenti, in gran parte disabitati, tirati su da costruttori (che spesso ne diventano anche saltuari inquilini) che hanno cinicamente sfruttato il Terminillo lasciando lassù ben poco dei danari guadagnati. Un sacco che al Sud avrebbe fatto addrizzare, fin dal primo cantiere, le antenne della magistratura.
Gli imprenditori. «Siamo davvero incazzati, passatemi il termine», dice oggi Franco Ferriani, imprenditore e da generazioni inquilino del Terminillo. «Sono scomparsi gli alberghi, gli impianti sono a fine vita tecnica, i progetti e il rilancio della stazione - elenca con lucidità Ferriani - sono lontani anni luce e fuori dalla portata delle casse. Basti pensare che i famosi 20milioni della Regione andranno divisi con le altre stazioni del Reatino. A mio avviso - chiosa - non serviva scomodare luminari del Nord per trovare una soluzione».
Il futuro. Le criticità sono tante e l’ammalato non è più rianimabile anche se, timidamente, si è provato a fare qualcosa: per esempio, come ha fatto la Provincia, la piscina coperta della Valletta, che va verso l’ultimazione, oppure attrezzando le piste da fondo di Cinque Confini. Il rilancio, tuttavia, è lontano e il ritorno dei turisti è davvero un terno a lotto. E poi dove dormiranno? Le case sono dei reatini e senza alberghi a Terminillo ci si potrà sciare ma non dormire. Dove parcheggeranno? Il parcheggio coperto, costruito qualche decennio fa dal Comune, non è stato mai aperto e oggi servirebbe, perché le macchine non sono più le Fiat Giardinetta degli anni Cinquanta.
di FABRIZIO COLARIETI