Terminillo: con le possibili limitazioni è allarme per i lavoratori stagionali
Dopo la grande abbuffata del weekend, con file fuori dai locali, strade e piste stracolme e le polemiche per le centinaia di persone invitate dalle forze dell’ordine a rigirarsi a Pian de’ Rosce per decongestionare Pian de’ Valli - la polizia ha dovuto bloccare i veicoli per evitare problemi maggiori nei tratti successivi - ora a far paura al Terminillo è il rischio di lockdown annunciato dal governo. Le immagini degli assembramenti stanno facendo ipotizzare un nuovo giro di vite.

Una stretta che potrebbe essere a singhiozzo, a cominciare da sabato e domenica prossimi, riprendendo dal 24 al 27 dicembre, poi di nuovo dal 31 dicembre al 2 gennaio e dal 5 al 6 gennaio, sempre che non si decida per ulteriori chiusure. Misure che rischierebbero di spezzare un sogno che la montagna reatina non viveva più da anni, complice la chiusura dei grandi centri commerciali nei fine settimana e che ora pone sia il problema dell’impiego del personale che del crollo degli incassi.
Il problema
«La limitazione degli spostamenti tra Comuni causerebbe un crollo verticale delle prenotazioni già confermate e che, per il 95 per cento, provengono fuori dalla provincia, inibendo anche il periodo successivo - spiega il presidente di Federalberghi Rieti, Michele Casadei. - Varare simili limitazioni in un momento in cui le strutture alberghiere si sono dovute organizzare per reperire personale e garantire il sostentamento nella più totale incertezza, non consentirebbe di programmare il nostro lavoro più in là delle vacanze di Natale. I numeri del personale sono importanti e sono persone che non possono basare il loro sostentamento su un mese di lavoro: gli albergatori si sono quindi esposti per garantire un minimo di giornate lavorative, affinché un dipendente possa avere la possibilità di effettuare una stagione completa, nonostante tutto questo sia un salto nel buio, perché le prenotazioni non vanno mai oltre le due settimane». Il problema degli stagionali si presenta anche per bar e ristoranti: «Sono oltre 30 anni che lavoro al Terminillo e il numero di persone che era presente domenica e in queste settimane, anche durante i giorni feriali, non l’ho mai visto - racconta Luciano Faraglia, gestore del Bar Terminillo. - È vero però che proveniamo da un anno dove lo scorso inverno non si è lavorato per nulla a causa dell’assenza di neve e, dopo anche 70 giorni di lockdown, non basta certo una stagione estiva e autunnale per risollevarci. Quindi se entrassero in vigore nuove restrizioni ci metterebbero in ginocchio e non sapremmo come organizzarci con il personale che impieghiamo a chiamata. Come si farebbe se, soprattutto nei festivi, dovessimo restare fermi con la ristorazione, lavorando a singhiozzo? Dall’altra parte, però - conclude Faraglia - capisco anche che una situazione come quella vissuta domenica, da un punto di vista sanitario, non sia facilmente gestibile. Da quello che ho visto, si passa da un eccesso all’altro: persone che mangiano con il tovagliolo davanti alla bocca e giovani che non indossano la mascherina. Dentro la nostra attività si riesce a gestire bene il distanziamento, ma nelle strade è impossibile».
Martedì 15 Dicembre 2020 di Giacomo Cavoli