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Va in pensione Renato PDF Stampa E-mail
Il Messaggero
Lunedì 30 Novembre 2009 19:23

MartorelliDopo 34 anni trascorsi in servizio nel posto fisso di polizia del Terminillo, e 41 di carriera, va in pensione Renato Martorelli
Non vola più “l’angelo della neve”
Quella dell’ispettore è stata una lunga carriera, costellata di encomi e operazioni di salvataggio
Difficilmente appenderà sci e ramponi al chiodo. Non lo farà perché la montagna, il Terminillo, sono la sua vita. L’ispettore capo Renato Martorelli, 60 anni, da trentaquattro in servizio al posto di polizia di Terminillo, va in pensione dopo quarantuno anni di carriera.

Lascia la divisa, quella che indossa dal ‘68, ma non la sua montagna e le sue passioni. Terminillo non sarà più lo stesso, dicono quelli che lo conoscono bene, anche se lui, lassù, ci continuerà a vivere con tutta la famiglia. Terminillo e Martorelli sono la stessa cosa dal ‘75, cioè da quando - dopo un lungo peregrinare nelle questure di Alessandria, Firenze, Milano, Palermo, Caserta e Siracusa - arrivò sulla “Montagna di Roma”.
Dal ‘95 è al comando dello storico posto di polizia di via dei Licheni, sopravvissuto ai tagli, alle battaglie sindacali, alle bufere di neve e di fango, perché la storia racconta anche questo. Martorelli ha comandato l’avamposto alpino della polizia con grandissima professionalità e umiltà e le decine di attestati e di encomi, che negli anni sono planati sulla sua scrivania, ne sono la più viva testimonianza. Conosce ogni angolo di quella montagna, ogni sentiero, ogni passo, ha portato a termine migliaia di soccorsi e in molti oggi gli devono la vita. Non è stato un poliziotto e basta, non uno qualunque: Martorelli è un alpinista, uno sciatore, un rocciatore, un lupo di montagna dalla pelle bruciata dal sole. I suoi occhi raccontano un bel pezzo di storia dell’Appennino e le sue mani sono quelle di chi ha passato solo pochi istanti di un’intera carriera dietro la scrivania. Appenderà la divisa al chiodo, anche se per tutti resterà un solido punto di riferimento. Sci, funi, ramponi e ciaspole non le riporrà, proseguirà da tecnico del Soccorso alpino e la sua preziosa esperienza, il know-how direbbero gli anglosassoni, resterà a disposizione della comunità, dei suoi colleghi e del nuovo comandante, l’ispettore Bruno Panzironi. Sarà difficile tenerlo lontano dalla montagna, perché quando dietro una professione c’è la passione e il cuore, e questo è il suo caso, il traguardo della pensione non segna di certo la fine di una carriera.
di FABRIZIO COLARIETI