Terminillo: Tsm, la diffida degli ambientalisti
Quasi dieci giorni di silenzio dopo la notizia dell’approvazione da parte della Regione Lazio della Valutazione di incidenza ambientale per il progetto “Terminillo stazione montana”, il gruppo delle associazioni ambientaliste storicamente contrarie al Tsm dice ora la sua. «All’alba del 2021, l’annuncio del parere dell’Area valutazione d’incidenza della Regione al piano di interventi di Terminillo stazione montana ha fatto brindare al successo tutti i promotori del progetto, in una rincorsa a prendersi il merito di un’autorizzazione che ancora non c’è – scrivono le associazioni -

Un parere che presenta molti passaggi incomprensibili e inaccettabili, primo fra tutti la mancata firma del dirigente dell’Area Vinca. Il documento è oltretutto debole in molti punti e con aspetti dichiaratamente non valutati, aprendo così la possibilità di distruggere svariati ettari di faggeta in Vallonina, in parte tutelati anche dalla Rete Natura 2000, contraddicendo i pareri del 2010 e del 2015 con i quali la stessa Area Vinca aveva bocciato il progetto nella sua interezza».
L'iniziativa
Dopo la Vinca, il Tsm attende infatti ora l’approvazione della complessiva Valutazione di impatto ambientale, sul cui via libera le associazioni annunciano però di aver già presentato una formale diffida alla Regione: «Come associazioni che seguono da anni il procedimento di Via, anche con diverse proposte che avrebbero da tempo consentito lo sblocco dei fondi regionali a favore di un rilancio sostenibile per il Terminillo, abbiamo presentato formale diffida alla Regione e agli organi competenti a concludere il procedimento con pareri privi di validità o non ancora acquisiti e senza tenere conto dell’annullamento del Piano paesistico della Regione Lazio, con sentenza della Corte Costituzionale dell’ottobre scorso su istanza della Presidenza del consiglio e del Mibact, e di numerose autorizzazioni invalidate dall’evoluzione della normativa nei sei anni del procedimento», proseguono le associazioni, per le quali «l’unica buona notizia è quella del riconoscimento dell’impatto estensivo sulla faggeta, come già evidenziato dalle nostre osservazioni, che ha portato al parere negativo sul collegamento tra la Sella di Cantalice e gli impianti di Campo Stella in Vall’Organo, con numerose prescrizioni sugli interventi rimanenti».
In sede di Vinca, la Regione ha infatti bocciato il collegamento perché risulta che per la realizzazione delle opere è necessario tagliare circa 35.581 metri quadri di bosco, su un totale previsto di 126.918». Per gli ambientalisti, dunque, «il riconoscimento del valore estensivo delle faggete e dell’annullamento di un Piano paesistico, che è stato bocciato proprio per la mancanza di una sufficiente tutela delle “Terre Alte” dalle speculazioni legate all’ampliamento degli impianti sciistici, riteniamo non potrà che portare ad ulteriori pareri negativi in sede di valutazione finale della compatibilità ambientale».
Altre azioni al via
E se già i coordinatori nazionali dei Verdi Angelo Bonelli e di Europa Verde, Filiberto Zaratti hanno annunciato il ricorso in Europa contro il Tsm, anche il cartello ambientalista giura battaglia sul progetto: «Le associazioni sono pronte a ricorrere, nelle sedi appropriate, ad ogni atto che possa minare la tutela dei beni ambientali e comuni del territorio del comprensorio del Terminillo, per il quale è possibile un futuro migliore – conclude il gruppo di associazioni - La saturazione del mercato dello sci da discesa sta spingendo verso la diversificazione del business della montagna con un coinvolgimento sempre più intenso del tessuto dei centri in rete sul territorio. Ce lo ha dimostrato l’assalto che abbiamo visto nella fase Covid, ad impianti fermi, con centinaia di persone alla ricerca di natura, buon mangiare e benessere. Ma bisogna essere pronti ad accogliere queste nuove opportunità con servizi e strategie adeguate».
Venerdì 8 Gennaio 2021 di Giacomo Cavoli