Impianti di sci di discesa riaperti dal 15: al Terminillo è boom di prenotazioni
Il comitato tecnico scientifico dà il via libera alla riapertura degli impianti da sci dal 15 febbraio nelle regioni in zona gialla e al Terminillo i telefoni riprendono a squillare. È l’effetto sci, dopo le fumate nere del 7 e 18 gennaio, quando invece il governo aveva sancito il rinvio delle aperture.

Il trend
«Dopo il passaggio dalla zona arancione alla gialla eravamo già tornati a un volume di arrivi e presenze importante ma ora, con la notizia della riapertura degli impianti di sci, le prenotazioni sono schizzate alle stelle - spiega il presidente di Federalberghi Rieti, Michele Casadei. - Con tre metri di neve, una decisione del genere riporta in auge un circuito che, finora, era rimasto dormiente: qualcuno che, ad esempio, aveva prenotato per questo fine settimana, ha scelto di spostarsi al successivo per farlo coincidere con la riapertura, perché la caratura del Terminillo generata dallo sci non ha eguali. Certo, la stagione sciistica è ormai ampiamente compromessa - prosegue Casadei. - In questi mesi c’è stata però una riscoperta dello sport fuori dal circuito invernale tradizionale, come il boom delle ciaspolate, dei quad, di sci di fondo e alpinismo: si è trattato di un’offerta che si è modificata e ridimensionata per accogliere il nuovo segmento turistico generato dalle restrizioni della pandemia. Ora speriamo che il gestore della società “Funivie” ci dia conforto aprendo gli impianti e che la neve resista per almeno un altro mese e mezzo». Anche alla scuola del Terminillo ci si prepara: «A oggi, soprattutto per i gestori degli impianti, restano da conoscere le percentuali di capienza e se la gestione degli skipass si potrà svolgere solo online o anche alla biglietteria, ma in modo contingentato, mentre le mascherine saranno sempre obbligatorie - spiega il direttore della scuola sci, Simone Munalli. - Da giovedì la segreteria inizierà a ricevere ufficialmente le prenotazioni e come scuola sci sottoporremo periodicamente i nostri maestri a tamponi rapidi antigenici. Siamo contenti della scelta del Cts che ci dà la possibilità di tornare a lavorare, perché già a partire dalla ventilata ipotesi della riapertura, da giorni siamo subissati di telefonate ed e-mail. Una buona parte di stagione è persa, ma con un volume di neve del genere puntiamo a lavorare almeno fino a inizio aprile. Sempre in attesa dei ristori nazionali e regionali, per cercare di tirare su almeno una piccola stagione».
Sabato 6 Febbraio 2021 di Giacomo Cavoli