Terminillo, il grande afflusso di turisti fa emergere gli annosi problemi legati a viabilità e parcheggi
La strana e fiorente stagione del Terminillo in epoca Covid sta facendo emergere, in tutta la sua criticità, l’assenza di alcune soluzioni pronte ad accogliere le migliaia di persone che continuano a riversarsi nella stazione reatina. Il tema è soprattutto la viabilità: parcheggi insufficienti, con macchine posteggiate lungo la strada a partire già all’altezza dello Ski Caravan Club o dirottate a Campoforogna fino al giro dell’Anello e attese anche di tre ore all’interno dell’auto lungo la Terminillese, stanno costringendo gli operatori a fare i conti con viabilità e mobilità ferme agli anni meno rosei della stazione.

Il multipiano. «La prima criticità è quella del flusso del traffico veicolare – osserva il presidente di Federalberghi Rieti, Michele Casadei – Noi imprenditori sosteniamo da sempre che la zona della Valletta, anziché essere adibita a una piscina che difficilmente vedrà mai la luce, sarebbe invece dovuta essere un parcheggio multipiano con servizi. E’ un progetto che giace nel cassetto da trent’anni e che prevedeva un taglio sotto il circolo della Marina Militare fino alla Valletta, congiungendolo a un ampliamento del solaio di piazzale Zamboni, così da rendere anche quest’ultimo molto più grande e lì sotto sviluppare otto piani di servizi, dei quali sei riservati ai posti auto. Perché, per quanto si possa ideare un piano del traffico, Terminillo non è dimensionato per avere un afflusso di migliaia di auto: dovrebbe invece funzionare come altre località di montagna, con una Ztl che consenta di far entrare solo i residenti e riservare un posto auto a coloro che prenotano in albergo».
«Al di fuori della viabilità, Terminillo si è rivelato pronto ad accogliere un tale flusso di persone che non va sottovalutato, perché in buona parte proseguirà anche una volta sconfitto il virus – commenta il direttore della Scuola Sci Terminillo, Simone Munalli - Nelle ultime settimane la situazione è migliorata, con le macchine che sono state dirottate a Campoforogna, ma il tema resta sempre quello della scarsità dei posti auto e, a meno di non riuscire a mettere a regime parcheggi privati come quello di 100 posti presente sotto piazzale Pian de’ Valli, l’unica soluzione è al momento quella dell’uso delle navette».
Ente al lavoro. Dal canto suo, il Comune di Rieti sta provando a mettere a punto un piano di medio termine: «Viabilità e mobilità sono temi che iniziano ad emergere, perché Terminillo negli ultimi anni non ha mai avuto un’affluenza tale da dover prendere di petto questa situazione – spiega il vicesindaco Daniele Sinibaldi – Quello che oggi si può fare velocemente è, intanto, ricercare ulteriori aree di parcheggio in prossimità del paese, ma in questo senso sarebbe auspicabile anche un intervento dei privati, come ad esempio i condomini dei residence, che possano mettere a pagamento i loro posti auto nei giorni in cui i residenti comunicano di non essere al Terminillo. Sulla mobilità, invece, l’introduzione di nuove navette è poco giustificata dalle norme anti-Covid – prosegue Sinibaldi - Si potrà riprendere una volta superato il virus, ma è un ragionamento che va fatto in maniera più strutturata, come ad esempio quello di navette elettriche che partano da Lisciano o Vazia. Poi, però, servirà anche un parcheggio di interscambio, perché oggi lasciare la macchina a Pian de’ Rosce è tollerato ma, formalmente, li i parcheggi non ci sono. A Vazia e Lisciano sono presenti solo piccole aree e da Vazia in poi la competenza è di Astral, che svolge al meglio il suo lavoro di manutenzione della strada, ma alla quale spetterà anche la decisione di individuare nuove aree di parcheggio».
Martedì 23 Febbraio 2021 di Giacomo Cavoli