Niente neve e impianti di risalita fermi, amaro Natale per gli sciatori
Terminillo, resta chiuso anche il cinema
E’ aperto solo un pub per i giovani, mentre sono fermi i lavori per la piscina
C’è nebbia (tanta) e la pioggia non smette di cadere, così non è difficile abbozzare un bilancio del Natale appena trascorso al Terminillo: negativo sul piano sciistico per l’assenza di neve, un po’ meno se si ragiona in termini di presenze. I pochi alberghi che ancora resistono alla trasformazione in recidente, sono quasi pieni fino a Capodanno (le prime partenze sono annunciate tra il 2 e il 3 gennaio) come pure tanti appartamenti privati, diversi presi in affitto da famiglie rumene che mai, come quest’anno, sono state così numerose sulla montagna, molte arrivate da Roma.

«Gente che paga in contanti, spendono i soldi che guadagnano lavorando nelle imprese» chiosa una negoziante di Pian dè Valli. Poi si disperdono in bar e ristoranti, dove a tavola non si fanno mancare niente rispetto al menù del turista tradizionale che, se mangia il primo, salta il secondo, e viceversa. Detto così, il discorso sul ponte natalizio potrebbe ritenersi chiuso, e invece offre lo spunto per un’analisi sullo stato della stazione. «Si sa che la mancanza di neve fa emergere i problemi della montagna che ormai sono cronici – spiega Luciano Faraglia, titolare in via dei Villini del tradizionale “Bar Terminillo”, gestore con la famiglia anche di un’apprezzata tavola calda dove i primi piatti (specialmente le fettuccine ai funghi porcini) sono rigorosamente preparati a mano, secondo una precisa tradizione locale – ma proprio per questo occorrerebbe mettere da parte divisioni e frizioni politiche per cercare di risolvere i problemi. Quali sono le carenze è noto, allora gli enti locali che hanno competenza sul Terminillo, si mettano d’accordo, una volta per tutte, e collaborino per il rilancio della nostra montagna. Bisogna arginare la fuga dei reatini verso il nord o verso l’Abruzzo, noi non abbiamo nulla da invidiare a nessuno. Certamente, quest’anno, l’assenza di neve rende difficile fare certi discorsi perché di fronte agli impianti chiusi cosa si può dire? La speranza è che possa nevicare nel nuovo anno per ridare ossigeno e sostegno alle scuole di sci e agli operatori turistici». Il problema, semmai, se non si può sciare, è la mancanza di alternative. La piscina della Valletta non è ancora completata (l’interno è tutto da allestire), l’unico cinema è chiuso e così le giornate sono difficili da far trascorrere. Semmai un’inversione di tendenza l’ha offerta la riapertura del pub (ex Sporting) ai Tre Faggi, dove almeno la sera i giovani possono trovare uno spunto per incontrarsi. E c’è poi da registrare la positiva istituzione della navetta dell’Asm che, per tutto il giorno, copre un tragitto che comprende il rifugio della Malga, Campoforogna, fino a Pian dè Valli e al piazzale della chiesa di San Francesco, permettendo ai frequentatori della montagna di non usare l’auto. Ma è tutto qui, con qualche residente che benedice pure la mancanza di neve «perché almeno abbiamo evitato il caos dei pass auto per i residenti». Già, la novità del Terminillo 2009 è proprio questa: agli sciatori pendolari sono riservati tre parcheggi per le auto sotto i Tre Faggi, mentre le macchine dei residenti e dei proprietari di appartamenti possono accedere all’interno del paese attraverso il rilascio di un pass, che però in pochi hanno perché è stato scarsamente pubblicizzato. Così la prevedibile confusione che si sarebbe generata in caso di nevicata e apertura degli impianti, è solo rinviata.