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Giustizia al Terminillo PDF Stampa E-mail
Il Messaggero
Domenica 31 Gennaio 2010 19:53

Il cantiere al Terminillo fu bloccato perchè ritenuto vincolato dagli usi civici. Invece si trattava di terreni privati, regolarmente acquistati
Miralago, sequestro annullato dopo 28 anni
Il commissario: «L’area sulla quale doveva sorgere il residence non era demaniale»
Arriva dopo 28 anni di ricorsi, udienze e perizie, una prima sentenza sul caso del residence Miralago costruito (e mai completato) all’altezza del quarto tornante del Terminillo: l’area dove erano in corso i lavori non era demaniale, presupposto in base al quale fu disposto il sequestro del cantiere, ma privata, i cui proprietari l’avevano venduta alla società attraverso dei regolari atti di cessione. Di conseguenza il sequestro non è stato ritenuto più valido. E’ la decisione alla quale è giunto il Commissario agli Usi Civici di Umbria Lazio e Toscana (il magistrato di Cassazione Franco Carletti) che ha definito ”di natura allodiale e libere da usi civici le terre di Cantalice interessate dai lavori”, così revocando il provvedimento di sequestro giudiziario emesso il 30 agosto 1982 e ogni altro atto che da esso era scaturito.
Il Comune di Cantalice, stabilisce la sentenza, dovrà anche pagare le spese processuali alla Miralago srl e ad altre due società (Cantalica srl e Melinda srl) - tutte assistite dall’avvocato Giovanni Vespaziani - che avrebbero dovuto realizzare gli impianti di risalita al servizio dei futuri acquirenti degli appartamenti del residence nonchè le spese della prima perizia d’ufficio ordinata dal precedente Commissario, redatta nel 1986. Si tratta di un ribaltamento completo delle prime tesi sostenute dopo il blocco del cantiere (al momento dell’intervento della Forestale erano state già tagliate alcune centinaia di faggi per far posto alle piste e a un elettrodotto, ma fu bloccato dopo un’esposto del Wwf, coinvolto anche nel giudizio amministrativo insieme alla Regione e all’Amministrazione Separata dei Beni Civici di Vazia) disposto dal Commissario, Giacomo De Tommaso, su richiesta dell’assessore socialista regionale Sebastiano Montali, certo del fatto che «terreni pubblici sono stati distratti dalla loro naturale destinazione», come sostenne all’epoca. Ora la sentenza sconfessa le prime certezze sulle quali si fondò il sequestro, rimasto in piedi per 28 anni, anche se appare difficile che l’intervento per completare l’edificio (del quale fu realizzato solo lo scheletro fino alla copertura) possa riprendere e questo per diverse ragioni, non ultima quella perchè la struttura, inevitabilmente, si è deteriorata e occorrerebbe predisporre un altro progetto sulla base delle nuove normative intervenute in materia edilizia. Ma bisognerà anche vedere se il comune di Cantalice, che a metà degli anni ’70 firmò la convenzione con la società Miralago (il cui amministratore Leucio Dionisi, è morto lo scorso anno), intenderà proporre ricorso contro la sentenza del Commissario. All’epoca del sequestro, il sindaco in carica era Amulio Temperanza e fu nominato custode giudiziario. In un’intervista difese la bontà della convenzione stipulata con la Miralago, sottolineando che ”era tradizione consolidata l’esistenza di proprietà private su terreni pubblici”.
Il caso Miralago tenne a lungo banco a livello politico, con il coinvolgimento di esponenti locali e regionali, finendo con per inserirsi nel dibattito, già ampio, sulla realizzazione di un parco protetto sul Terminillo. L’assessore regionale alla Programmazione e titolare del settore Parchi e Riserve naturali, Enzo Bernardi, annunciò la creazione di diverse riserve naturali all’interno della moantagna, da realizzare con i 120 milioni (siamo nel 1982) che furono chiesti alla Casmez per elaborare i progetti.
Furono poi diverse le riunioni alle quali partecipò in Provincia (presidenza Antonini) il pretore di Palestrina Pietro Federico, commissario agli Usi Civici, insieme ai sindaci dei cinque comuni proprietari della montagna, e tecnici. L’obiettivo dichiarato era quello di redigere un una carta degli usi civici del Terminillo per evitare nuovi casi-Miralago, e di creare un Consorzio per lo sviluppo turistico. Tutto, o quasi, è rimasto però nel limbo delle buone intenzioni, in attesa che si realizzino gli ultimi progetti di rilancio messi in cantiere dagli enti locali (Comune e Provincia).
di MASSIMO CAVOLI