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Miralago, accordo a rischio PDF Stampa E-mail
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Il Messaggero
Martedì 02 Febbraio 2010 18:02

Miralago, accordo a rischio dopo la sentenza
Il sindaco Patacchiola: «Era previsto un indennizzo per il Comune, l’annullamento fa saltare tutto»
«Eravamo pronti a sottoporre all’approvazione del consiglio comunale l’accordo con la società proprietaria del residence Miralago, ma adesso la sentenza del commissario agli usi civici che riconosce la natura privata, e non demaniale, dei terreni sui quali era stato ralizzato, rimette tutto in discussione. Vedremo come procedere e, insieme agli avvocati, se proporre ricorso». Il sindaco di Cantalice, Paolo Patacchiola, adesso si trova di fronte a una matassa non facile da sbrogliare perchè, dopo 28 anni, l’annullamento del sequestro del residence Miralago (poi assorbita dalla Melinda srl) sancito da una sentenza che ha accolto le tesi dell’avvocato Giovanni Vespaziani, pone una serie di problemi, di non poco conto, da risolvere. Innanzi tutto c’è quella delibera del 12 aprile 2006 con la quale il consiglio comunale - nell’ambito della discussione relativa all’approvazione del nuovo piano regolatore - approvò la decisione di consentire alla Miralago srl (per la cui costituzione lavorò l’avvocato Sergio Carrozzoni, prima di uscirne), attraverso una convenzione, di utilizzare l’immobile costruito sul versante cantaliciano del Terminillo, per scopi ”non residenziali”. Soluzione che si sarebbe rivelata vantaggiosa per il comune «in quanto - puntualizza Patacchiola - volevamo firmare una transazione con la proprietà in cambio di 400, 500 mila euro a titolo di indennizzo per la sdemanializzazione del terreno, permettendo alla Miralago di sfruttare l’insediamento solo a scopi turistici o socio sanitari. La convezione che andava a risolvere un contenzioso così lungo, avrebbe dovuto essere ratificata dal consiglio e poi sottoposta al commissario agli Usi Civici, in modo da chiudere la vertenza evitando la sentenza che, invece, è arrivata prima». Adesso, con la condanna del comune di Cantalice e l’annullamento del sequestro, tutto torna in discussione e, soprattutto, sul tavolo degli avvocati, chiamati a individuare una nuova soluzione. Una cosa è certa: nessuno vuole affrontare altri anni di contenzioso, sopportando costi dei quali le parti vogliono sicuramente fare a meno.