Melilli terminilloTerminillo, avanti piano e in salita
Melilli ammette: «Siamo in ritardo ma vogliamo recuperare il tempo perso»
Piccola festa di popolo, sabato scorso a Campo Stella per l’inaugurazione della nuova Rubbio: seggiovia biposto, grande abbastanza per portare in cima (ma dalle foto che circolano su facebook sembra piuttosto in trionfo) Paolo Trancassini e Fabio Melilli, da acerrimi nemici a sindaco e presidente di Provincia, «classe dirigente, capaci di fermare la dialettica davanti alla porta del fare». Se qualcuno, soltanto un anno e mezzo fa (15 giugno 2008) poteva pensare che il protocollo d’intesa firmato dall’allora sindaco Rauco con il quale la Provincia finanziava la costruzione del nuovo impianto di Campostella fosse un diversivo rispetto al referendum già innescato, una volta tanto si è dovuto ricredere. La nuova seggiovia è realtà e con i 18 euro del festivo giornaliero promette emozioni ragguardevoli agli sciatori.
Tutta un’altra musica sul versante reatino del Terminillo. «Incompetenza, incapacità, incuria, inefficienza»: a Ruggero, su Terminillo.org bastano queste quattro parole per raccontare il suo ultimo week end sulla neve. «Viabilità, impianti, piste (e non venite a dire che la neve era caduta la notte tra sabato e domenica), parcheggi e navetta: tutto da rifare! Ad majora». E dalla città il consigliere regionale Antonio Cicchetti (Pdl) profetizza che più che neve si troverà cenere dei 20 milioni di euro della Regione e del piano Costantini della Provincia. Insomma, chissà se vedremo mai Melilli con quegli improbabili moon boot blu ai piedi dalle parti di Pian de’ Valli o Campoforogna: «Ritardi ce ne sono, non lo nego - ammette lui - perché le vicende della Regione sono quelle che sono. Però il primo ad avere fretta di cominciare sono proprio io». Da dove? «Credo che la prima emergenza da affrontare sia legata agli impianti che ci sono: vorremmo cominciare con il rifacimento della seggiovia del Conetto. Questo per dare un altro accesso alle piste, non solo Pian de Valli ma anche Campoforogna. Poi c’è il nodo della Cardito Nord: c’è un progetto in itinere (quello di Flavio Formichetti, ndr) ma così com’è difficilmente passerà per l’opposizione della Sovrintendenza. C’è da fare qualche correzione di rotta, ma quell’impianto è nevralgico per avvicinarsi al punto dello scavalco». Scavalco che il progetto Marianantoni del 1989 voleva in seggiovia, il piano Costantini in funivia ma per il quale adesso sono allo studio altre soluzioni, meno impattanti sull’ambiente.
«Altra operazione che invece si può fare e presto è la bonifica della montagna: tralicci e rottami dei vecchi impianti sono qualcosa di vergognoso e da rimuovere in fretta». Altro fronte su cui agire la ricettività alberghiera: «C’è l’ostello della Gioventù che cade a pezzi, la Provincia potrebbe intervenire per recuperarlo». Provincia che è ancora impantanata a Pian de Valli con la piscina, iniziata nel 2006 e ancora da ultimare (ma manca “solo” l’impianto di riscaldamento!): «Per quel genere di struttura e per il progettato Palazzo del Ghiaccio continuiamo a muoverci nella prospettiva del project financing: l’interesse degli imprenditori c’è, ma ci sono sovrapposizioni tra Provincia, Regione e Apt che non aiutano». Per non dire quelle tra Comuni o tra Provincia e Comune di Rieti: «A breve incontrerò l’assessore Antonio Perelli per fare il punto. Ma i nostri passi li stiamo facendo». In salita e nella neve alta.
di ALESSANDRA LANCIA