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Megaprogetti no grazie... PDF Stampa E-mail
Il Corriere di Rieti
Giovedì 22 Aprile 2010 14:35

Simone Petrangeli“Sì ad uno sviluppo eco-compatibile”
Dopo la bocciatura, nel marzo scorso, del piano della Isic per nuovi impianti e piste da sci. Simone Petrangeli (SEL): basta con i megaprogetti per il Terminillo.
“La definitiva bocciatura, il 4 marzo scorso, del famigerato progetto della Isic, per impianti, piste da sci e costruzioni connesse nella Vallonina, fa tirare un sospiro di sollievo a chi come noi ha a cuore i destini globali della nostra montagna”. Così il consigliere comunale Simone Petrangeli (Sinistra Ecologia e Libertà) che, al di là della soddisfazione, esprime anche rammarico per il tempo perso (“ben 8 anni dal 2002!”) dall'amministrazione provinciale “nel rincorrere soluzioni di mediazione rivelatesi poi inefficaci”.

“Chi ancora vagheggia improbabili Supersky Terminillo ed improponibili rivalità con le stazioni del nord - dice - deve riflettere sulle mutate dinamiche dei flussi turistici e sul reale target a cui la nostra stazione turistica può puntare. Preso atto, ancora una volta, che il Terminillo è una montagna dove lo sci alpino rappresenta una delle forme di fruizione e non l'unica e che ha almeno pari dignità con lo sci nordico, l'alpinismo, l'escursionismo, l'osservazione della natura, occorre trovare una soluzione per il rilancio di ognuna di esse, nel completo rispetto delle peculiarità ambientali prima ancora che delle leggi vigenti”. E’ da qui, secondo l’esponente della Sinistra, che occorre ripartire per costruire una prospettiva a breve termine prima della scomparsa dello sci alpino al Terminillo. Rifinanziando le leggi regionali specifiche per il Terminillo (62/’90 "Interventi per lo sviluppo delle stazioni sciistiche"; 34/’98 - art.10 "Interventi per lo sviluppo socio-economico della Provincia di Rieti - collegamenti a fune"); favorendo il recupero e il rinnovamento di quanto esistente nei due versanti e tecnicamente valido per la prospettiva di un bacino unitario Rieti - Cantalice - Leonessa, condizionando i finanziamenti alla sottoscrizione di un patto di gestione unitaria tra i gestori pubblici e privati, anche con eventuali adeguamenti temporanei di impianti strategici per l'unitarietà del bacino (Cardito nord); rifinanziando il cosiddetto scavalco giunto ad un passo dall'autorizzazione finale ed autorizzabile anche in presenza di Sic (Siti di interesse comunitario), per avere in tempi brevissimi i due versanti collegati; potenziando l'offerta con piste a quota più alta utilizzando i territori del Comune di Cantalice intermedi tra i due bacini (i cosiddetti Valloni), già utilizzati saltuariamente per lo sci alpino e raggiungibili con la realizzazione di due soli impianti a basso impatto ambientale. “Va da sé - aggiunge Petrangeli - che anche questa soluzione comporta sacrifici dal punto di vista ambientale, sopportabili solo se si attuano azioni di recupero e ripristino dei danni del passato causati da impianti dismessi, inutili tagli di bosco, cave, strade impercorribili oltre che inutili, scavi e sbancamenti mai rinerbiti, scheletri di fabbricati abusivi”. Per attuare una reale politica di rilancio del Terminillo occorre, secondo Petrangeli, l'istituzione del Parco, “unico organismo in grado di gestire unitariamente il massiccio e normare, tramite il piano d'assetto ed anche oltre le schematiche leggi regionali, l'utilizzo delle diverse peculiarità ambientali presenti sulla montagna”. Per i Comuni in cui non sia opportuno insediare attrezzature per lo sci alpino andranno studiate, secondo il portavoce provinciale di SEL, misure di valorizzazione e potenziamento delle altre forme di fruizione già citate, a cominciare dallo sci nordico (il fondo). “In questa visione di utilizzo del territorio - conclude - non c'è spazio per megaprogetti come quello nella Vallonina, o per iniziative similari ancora circolanti, poiché esse causerebbero la devastazione di una delle più belle ed integre zone degli Appennini, costituita dalle praterie d'altura (Prà dei sassi), dalla Faggeta della Vallonina e da tutto l'habitat collegato e giustamente tutelato dalle normative comunitarie”