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La Villa Ghigi la Villa di Mussolini’
Sfumato ogni progetto di recupero intelligente
Sono in molti a definirla ancora “Villa Mussolini” sebbene nessuna fonte storica attesti la presenza del Duce quale ospite del principe suo proprietario. I più romantici e nostalgici immaginano ancora di vedervi entrare il Duce, magari accompagnato da una Claretta innamorata ed ansiosa di ritrovare un po’ di intimità in quegli accoglienti locali con i pavimenti in legno… li vedono ancora varcare la soglia di quella villa circondata dalla neve, di un’insolita tonalità di rosso, sotto lo stemma della famiglia Chigi, sei monti disposti in forma piramidale con sopra una stella ad otto punte… Committente fu il principe Francesco Chigi della Rovere, cameriere segreto del Papa, capo della congregazione dei nobili presso lo Stato Vaticano, grande amico del Terminillo che la utilizzava come residenza estiva per la sua famiglia composta da ben sette figli.

I lavori terminarono nel 1937, 600 mq. divisi in tre piani, costo totale circa 950 mila lire. Nel corso di questi lunghi anni in tanti hanno voluto visitare ciò che rimaneva di tale splendore: pochi ruderi, utilizzati come ovile, dormitorio di fortuna, ritrovo di qualche sbandato. Cosa fare di questo edificio che gode di una vista spettacolare e si trova in un punto strategico del Terminillo? Come restituirlo agli antichi splendori? Dagli anni ’90 diversi sono stati i progetti elaborati in tal senso. L’associazione astrofili avrebbe voluto realizzarvi un osservatorio astronomico e per bocca del suo presidente Stefano Tocchio fu la prima a pensare ad un progetto di recupero, mentre l’ex assessore ai Lavori Pubblici Gianni Turina chiese alla Regione un finanziamento in base alla legge per la promozione del turismo montano, per farne un polo ricreativo didattico-sportivo. Vi avrebbero trovato posto il Museo dei Monti reatini, una sala polivalente per convegni, proiezioni, conferenze, attività didattiche, una sala multimediale, una foresteria, una sala di ristorazione, un punto vendita. Nell’area esterna di circa 4.000 mq. era previsto il “Giardino Appenninico” comprendente la flora tipica dell’Appennino centrale. Il progetto del Comune dell’ultima giunta Cicchetti fu prima approvato dalla Regione salvo poi essere bloccato poiché i fondi potevano essere impegnati per la ristrutturazione ma non per l’esproprio dell’area, il cui costo superava i 500 milioni di lire, cifra che il Comune non avrebbe potuto sopportare in proprio. Tutto sfumato. Ora la notizia: Villa Chigi diverrà un Residence. “Apprendo purtroppo con rammarico - dichiara oggi il Presidente del Consiglio Comunale professor Gianni Turina - che Villa Chigi sarà presto un residence. Addio quindi ad un progetto, quello predisposto nel 2002 su mia iniziativa, che si aggiunge all’abrogazione da parte dell’ex assessore regionale ai Verdi all’Ambiente Bonelli della modifica alla L.R. 24 da me proposta e fatta approvare durante il mio pur breve mandato regionale, che avrebbe consentito l’ampliamento degli impianti sciistici nella Vallonina. Peccato non si riesca a produrre un progetto globale di sviluppo del Terminillo - aggiunge Turina - che veda coinvolta in primo luogo la Regione Lazio, l’Amministrazione Provinciale, il Comune di Rieti e gli altri quattro Comuni, oltre ad imprenditori locali. Mi sembra che vada ancora di moda il “gioco delle tre carte” che mira a nascondere iniziative positive di alcuni e ad esaltare proposte scollegate e sporadiche di altri. Adesso mi auguro che vadano a buon fine le opere di riqualificazione e miglioramento della mobilità a suo tempo già finanziate con i fondi europei che vanno a completare quelle già realizzate durante il mio mandato di assessore ai Lavori Pubblici (pavimentazione, nuovi impianti di illuminazione, parcheggio 3 Faggi)”.

tratto da formatweb