capanna TrebbianiAl Terminillo sigilli della magistratura all’edificio in costruzione sull’area dove sorgeva il rifugio dell’associazione Sebastiani
Ex capanna Trebbiani, cantiere sequestrato
Quattro indagati per abuso d’ufficio e violazione della legge urbanistica
Tutto ruota attorno al concetto di ristrutturazione: quell’edificio in corso di realizzazione da parte dell’Impretekna srl a Pian dè Valli, a fianco del Cavallino Bianco, è il frutto di un’opera di demolizione e successiva ricostruzione di un ”qualcosa” esistente in precedenza, oppure si tratta di un’edificazione ex novo non autorizzata? Il gip del tribunale di Rieti, Alessandro Arturi, crede a questa seconda tesi e sostiene che il permesso per costruire rilasciato dal Comune è illegittimo, in quanto quel ”qualcosa” non esisteva più sulle mappe urbanistiche e, accogliendo la richiesta del sostituto procuratore Lucia De Santis, ha disposto il sequestro preventivo dell’area sulla quale la società Impretekna sta costruendo un fabbricato, esattamente nel punto dove sorgeva fino alla fine degli anni ’60 la capanna Trebbiani, prima struttura ricettiva del Terminillo di proprietà della Polisportiva Amg Sebastiani.

Due giorni fa gli uomini dell’aliquota forestale presso la procura hanno eseguito il provvedimento, mentre sul registro degli indagati sono finiti in quattro: il legale rappresentante dell’Impretekna Marzio Leoncini (assessore comunale allo Sport, ma non coinvolto in veste di amministratore), il dirigente dell’ufficio Urbanistica che firmò il permesso Manuela Rinaldi, il tecnico comunale Luciano Vagni (responsabile del procedimento) e il direttore dei lavori Sandro Rossi. Per tutti l’ipotesi è di abuso d’ufficio, mentre per i soli Leoncini e Rossi la procura ipotizza la violazione delle norme edilizie. Ricevuta la notifica del provvedimento, Leoncini ha spiegato di «essere tranquillo, perchè sono in possesso delle autorizzazioni rilasciate sia dalla Regione che dalla Soprintendenza. Anche la cubatura dell’edificio (quattro appartementi ndr) non eccede quella che apparteneva alla capanna Trebbiani, per cui ora aspetto di esaminare gli atti insieme al mio avvocato».
Al centro c’è, dunque, la presunta illegittimità del permesso che violerebbe, secondo la procura, anche il vincolo paesaggistico in quanto l’area è considerata di interesse pubblico. Illegittimità che, di conseguenza, determina poi l’ipotesi di abuso d’ufficio basata sul fatto che, quando l’Impretekna chiese il rilascio dell’autorizzazione (2007), il suo amministratore era anche assessore all’Urbanistica. Con ogni probabilità la questione finirà davanti al tribunale del Riesame: lo stop imposto dalla magistratura alla costruzione blocca infatti la vendita gli appartamenti. La questione della capanna Trebbiani è anche al centro di una causa civile, iniziata nel 2008, promossa dall’associazione sportiva ”Amg Sebastiani” contro l’amministrazione dei Beni Civici di Vazia, perchè quest’ultima vendette all’Impretekna l’area dove sorgeva il rifugio. L’associazione, intitolata ai tre fratelli reatini trucidati dai tedeschi durante l’ultima guerra mondiale, rivendica la proprietà del terreno e accusa i Beni Civici di aver alienato un bene che non gli apparteneva. Causa complessa, dove la stessa Impretekna si è costituita rivendicando la correttezza dell’acquisto perchè non era a conoscenza del contenzioso esistente tra la Sebastiani e i l’amministrazione di Vazia.
di MASSIMO CAVOLI