Da un anno all’altro la situazione non cambia e i problemi e le emergenze restano identici. Tante le proteste
Il Terminillo mette in fuga i turisti
Solito degrado a Pian de’ Rosce e cantieri sempre aperti a Pian de Valli
Monte Terminillo sempre più lontano dalle esigenze dei turisti. In un week end da “tutto esaurito” per l’afa che ha flagellato il centro Italia, la storica “Montagna dei romani” s’è fatta trovare di nuovo impreparata ad accogliere turisti e villeggianti. Storia vecchia che si ripete sistematicamente, testimoniata anche dalle fotografie che sono arrivate in redazione. Da Pian de’ Rosce in su, tanti (troppi) i disservizi segnalati da chi ha provato a passare una domenica di relax. E si che i presupposti c’erano tutti. Come negli anni ‘70 e ‘80, la spinata di Rosce è stata letteralmente presa d’assalto da chi cercava di fuggire dalla calura, ma i tantissimi reatini, romani e ternani saliti in quota hanno dovuto fare i conti con il degrado che da tempo regna sovrano. Per credere, basta guardare le foto pubblicate che ritraggono i (dis)servizi igienici nella zona di Pian de’ Rosce.
Un problema segnalato già un anno fa, ma al quale nessuno ha posto rimedio. Quelli che una volta erano dei bagni, oggi sono ridotti a delle “latrine” maleodoranti, cumuli di lamiere abbandonati che, tra le altre cose, creano anche situazioni di pericolo. Deprimente fare due passi in quel lato del prato dove, esattamente come un anno fa, al posto del più classico dei fontanili di montagna c’è ancora una vecchia vasca da bagno, arrivata da chissà dove e chissà come, a raccogliere l’acqua che sgorga da una vecchia cannella. Per carità, di questi tempi c’è chi fa di necessità virtù e, in nome della crisi e dell’austerity, si accontenta di quel che c’è e, come mostrano le foto, utilizza la struttura posticcia per mettere a fresco un po’ di acqua e un’anguria. Le cose non migliorano salendo in quota. Dagli oltre 1700 metri di Pian de’ Valli arriva fino a Rieti la protesta di chi s’è trovato a fare i conti con i lavori in corso. Un “grido di aiuto” lanciato via mail da Francesca, mamma romana con 2 bimbi, che racconta così la sua odissea: «Siamo arrivati colmi di entusiasmo a inizio settimana, ma anche quest’estate, come la passata, quello che mi lascia senza parole è il costante disinteresse da parte delle istituzioni nel cercare di offrire a noi turisti di un posto immacolato, pulito e privo di disagi. Non pretendiamo un accoglienza da villaggio vacanza. Ci accontentiamo di tranquillità, ordine e punti di relax (panchine,arredo urbano,fiori, parco giochi per bimbi). Di tutto questo non c’è ombra, e a darci il benvenuto ritroviamo anche quest’anno il solito cantiere aperto il 13 luglio che invade completamente la piazza principale». Una brutta esperienza che si conclude con un’amara constatazione e una domanda: »A questo punto, tanto valeva restarsene a Roma. Ma perché ogni anno deve accadere questo?». Già, perché? L’appuntamento è rimandato al prossimo anno.

di EMANUELE LAURENZI