Corso di SkiMan

Catechesi al Terminillo PDF Stampa E-mail
Notizie dal WEB
Venerdì 10 Settembre 2010 16:03

Seminario di formazione concluso dal Vescovo
Comunità autorevole, amichevole e buona
È da un’analisi attenta sulla perdita valoriale della società contemporanea e da uno sguardo premuroso alla vita delle comunità ecclesiali locali che parte il cammino di rinnovamento della catechesi, che il vescovo Vincenzo Paglia pone al vertice di un più ampio progetto pastorale per l’intera comunità. Una comunità permeata dal Vangelo che riscopra il valore e la bellezza della celebrazione domenicale e che diventi essa stessa unita, attraente, accogliente e educante: una comunità che accoglie le persone come sono e fa vivere loro esperienze significative di vita cristiana; una comunità in cui i praticanti accostano gli indifferenti e i non credenti, stabiliscono con loro rapporti di amicizia e narrano la propria esperienza di fede, naturalmente a cominciare dai gruppi dei ragazzi e genitori.
Un progetto delineato in questi ultimi mesi, e che nel seminario formativo dei catechisti al Terminillo, ad inizio settembre, ha trovato una più definita finalità e metodologia, proprio perché il catechismo diventi per i ragazzi una esperienza di amicizia prima ancora che un apprendimento intellettuale e di educazione delle coscienze. Tre gli aggettivi chiave per definire la nuova comunità: autorevole, fraterna, buona.
“Le nostre comunità devono essere autorevoli – ha detto il Vescovo ai catechisti ed educatori - dove si dicono parole importanti, che contano e che devono essere ascoltate. Oggi infatti non si parla più con autorevolezza ai ragazzi, ma li si lascia liberi a se stessi e ai loro personali interessi. La prima forma di autorevolezza è farli partecipare alla messa domenicale, facendo capire loro la bellezza e la gioia di essere insieme, tra amici e con Gesù. E questa è anche una dimostrazione di affetto nei loro confronti”.
A questo si aggiunge l’altro importante e non secondario cardine che costituisce la comunità disegnata dal Vescovo: l’amicizia. “La nostra deve essere una comunità fraterna – ha aggiunto mons. Paglia -. La catechesi non è solo apprendimento, ma è scuola di amicizia. Ed imparare ad essere amici non è scontato, soprattutto in una società che divide e contrappone, dove l’altro è oggetto e nemico. L’amicizia è ciò di cui i ragazzi hanno più bisogno, e sviluppata all’interno di una comunità più ampia, è il valore aggiunto dei gruppi di catechesi”. Ed infine una comunità buona “nel far respirare ai ragazzi un clima più sereno e più amabile, non più violento e irrispettoso, un clima che trova in Gesù il fulcro. Per questo è necessario parlare loro di Gesù” ha concluso il Vescovo. Attori di questo rinnovamento non saranno solo i catechisti ed educatori ma la famiglia, i movimenti, oratori e gruppi. In questa comunità ecclesiale educante sarà fondamentale coinvolgere i genitori aiutando le famiglie a vivere nella comunità rivitalizzando la centralità di Gesù nella loro vita in un cambiamento di mentalità e stili di vita che si prospetta piuttosto radicale.
Un ultimo aspetto riguarda l’inserimento nella vita della comunità di quelle esperienze ecclesiali che hanno già cammini di formazione e che sono chiamate ad entrare nel processo dell’iniziazione cristiana condivisa. Non senza timori e difficoltà, dal prossimo ottobre si comincia, con la consapevolezza che il necessario rinnovamento, oggi, non esclude nessuna componente sociale ed ecclesiale.

Elisabetta Lomoro