Un film ambientato al Terminillo: "La sella del vento"

Finalmente dal 19 al 25 novembre arriva in anteprima al cinema Politeama Cityplex di Terni, il film La sella del vento.
Trama:  1989. Nelle immense aule di una scuola media di Narni, si ritrovano quattro ragazzini, accomunati dal destino, in una strana coincidenza: sono tutti nati nello stesso giorno. I quattro amici stringono un patto che li legherà per tutta la vita. L'occasione per far rispettare quel patto, l'avranno venti anni dopo, quando uno di loro chiederà aiuto.
La sella del vento, è un film dove il luogo diventa il vero e proprio protagonista, un luogo che plasma il carattere di chi ci abita e dove il tirare a campare, diventa non solo utile, ma necessario alla sopravvivenza. Il film è stato girato tra Rieti (Terminillo), Terni, Spoleto e Narni. È nella caratterizzazione dell'habitat la morale di tutta l'opera, un reale "ideale dell'ostrica"  che vede perire chi si allontana dal proprio guscio. E come i personaggi verghiani, infatti, quelli del film, non si ribellano: la loro vita è dominata dal fato, un fato che non concede all'uomo alcuna libertà di realizzare i propri sogni e le proprie aspirazioni.
Il regista è Andrea Sbarretti, già autore del film autoprodotto nel 2006, "Il muro del passato", ed attualmente impegnato con le riprese del suo terzo lungometraggio, sul tema scottante della vita di Don Pierino Gelmini. Andrea Sbarretti predilige un cinema impegnato, dallo stile attento ed anticonformista, che si basa su inquadrature dotate di un particolare interesse visivo. Le scenografie sono spesso geometriche, perpendicolari ed ordinate, futuriste, alla De Chirico; mentre le immagini appaiono pastose, con contrasto elevato, tipo i dipinti del Giorgione o del Caravaggio. Si dedica principalmente alla rappresentazione ed allo studio psicologico dei personaggi, alla creazione di un mondo surreale rappresentante la sua stessa fantasia, od ancora ad altri scopi non necessariamente narrativi. I suoi personaggi sono profondamente reali, mai teatrali, misurati, autentici, a cui sottrae l'eccesso di enfasi per renderli più veri. Il ritmo dei suoi film è cadenzato, a volte lento, impregnato in atmosfere silenziose, dialoghi coincisi, con improvvisi slanci, mai monotono, ma sempre mirato a suscitare l'interesse e la sorpresa dello spettatore, che spesso si trova spiazzato di fronte ad alcune scene bizzarre. Non a caso, (come diceva lo scrittore Ginsberg) considera l'immagine non il complemento della parola, ma la parola stessa che realizza lo sguardo.
Scheda e trailer:

http://www.andreasbarretti.it/laselladelvento.htm