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Terminillo, le concessioni nel mirino PDF Stampa E-mail
Il Messaggero
Martedì 23 Novembre 2010 14:37

Petrangeli (Sel) torna sulle giustificazioni dell’assessore Perelli in attesa del giudizio davanti al Tar del 7 dicembre
Terminillo, le concessioni nel mirino
Crescono i dubbi sul rilascio delle autorizzazioni dopo le due diffide della giunta
Terminillo, fa discutere il rinnovo delle concessioni da parte della giunta comunale per dieci e quindici anni di due impianti (su tre esistenti) alla Società Funivia in forma gratuita e ignorando i pesanti rilievi di irregolarità e inadempienze avanzati dalla stessa giunta in precedenza. Sul punto il 7 dicembre si pronuncerà il Tar, cui ha fatto ricorso una società (la Due Cime srl) evidentemente interessata a quelle concessioni e che dal Comune non è riuscita ad avere neppure tutta la documentazione necessaria al ricorso, a partire proprio dalle due diffide indirizzate all’attuale gestore. Ma la vicenda ha una sua valenza politica e una stringente attualità a prescindere dal giudizio del Tar, investendo in pieno la “linea” del Comune sul Terminillo, ammesso ce ne sia mai stata una. Nella corposa relazione commissionata dall’amministrazione agli avvocati Francesco e Alessandra Persio nel 2008 erano rimesse in fila e in “giuridichese” stretto tutte le lagnanze, le accuse e le denunce accumulatesi in questi anni in Comune, sui giornali e ora anche sui blog a proposito della gestione degli impianti sciistici del Terminillo. Ne è venuta fuori una panoramica impietosa sullo stato degli impianti e delle piste, sia sotto il profilo giuridico che su quello pratico, con accenti allarmati soprattutto per quel che riguarda la sicurezza. «Sulla base di quella relazione - accusa il consigliere comunale Simone Petrangeli (Sel) - il Comune fa due passi decisivi verso la revoca delle concessioni alla Società Funivie e poi, di punto in bianco, ci ripensa e proroga di 10 e 15 anni delle concessioni vecchie e superate, per giunta senza alcun introito per il l’ente». E all’assessore Antonio Perelli che a riguardo ha dichiarato che tutto è stato fatto «nell’esclusivo interesse generale e perché non avevamo altra scelta se volevamo salvare la stagione invernale», Petrangeli ribatte: «Se il rischio paventato era quello di compromettere la stagione invernale bisognava attivarsi per tempo, o magari procedere con una autorizzazione temporanea e in tal modo garantire i diritti del Comune nei confronti del gestore. In ogni caso non si doveva sottostare al ricatto del gestore e meno che mai rilasciare concessioni illegittime. Le plurime e gravissime irregolarità e inadempienze sono state certificate dal Comune stesso, con una seconda diffida firmata dal sindaco Emili e dal dirigente Aragona e dovevano portare alla decadenza delle concessioni, come previsto nel capitolato. E poi non è possibile concedere gratuitamente un bene pubblico sul quale un privato produce utili. Né ci si può giustificare dicendo che così era in precedenza. Facendo un nuovo bando e facendolo passare in consiglio comunale avrebbe permesso di sanare una tale evidente e grave irregolarità».
Del mancato introito dalle concessioni sugli impianti del Terminillo si occupò anche il capogruppo del Pd, Pierlorenzo Scacciafratte, durante la discussione sul bilancio, ma senza successo. Non meno grave l’atteggiamento tenuto dal Comune nei confronti della società Due Cime e indirettamente del Tar: «Citato da quella società, davanti al Tar il Comune ha negato di aver contestato al gestore irregolarità e inadempienze e non ha consegnato le due diffide: per ottenerle il Tar ha dovuto ordinare al Comune di esibire quegli atti». Chissà con che spirito ora i giudici torneranno sull’argomento...

di ALESSANDRA LANCIA