Corso di SkiMan

Quel sottopassaggio inopportuno PDF Stampa E-mail
Il Corriere di Rieti
Martedì 30 Novembre 2010 10:45

Terminillo - Quel sottopassaggio inopportuno.
Bloccata la strada che da Pian de’ Valli conduce a Campoforogna per consentire i lavori. Le auto costrette a transitare su buona parte della pista di fondo. Strada bloccata Automobilisti costretti a transitare sulla pista di fondo
Se le nuvole mandano la neve e propiziano una stagione sciistica che farebbe ben sperare, spiacevolmente non altrettanto (almeno al momento) può dirsi per un Terminillo che si presenta al turista non certamente con la sua veste migliore inquanto ad accoglienza. Intanto la nevicata di sabato (circa 30 centimetri) si è ieri ridotta considerevolmente perché una pioggia piuttoto sentita ne ha ridotto il volume e gli impianti di risalita (quelli che ci sono rimasti) non sono entrati in funzione forse per la precarietà della neve.

Ma il problema che incombe è un altro: il blocco della strada che da Pian dé Valli porta a Campoforogna, ossia alla quota turistica più alta ed ambìta. Bloccata perché interrotta a livello di Pian dé Valli per un sottopassaggio che prende avvìo proprio all’altezza del parcheggio coperto del piazzale e necessitato per consentire ai gitanti i quali intendano raggiungere Campoforogna di poter raggiungere Cinqueconfini e quindi, usando una parte considerevole della pista da fondo, avviarsi verso quella quota turistica. Quindi due danni: la strada interrotta per una iniziativa che i residenti giudicano “inconcepibile ed insensata” quando invece “le soluzioni tecniche sarebbero state ben altre soprattutto a ridosso dell’inizio della stagione”, mentre il secondo danno turistico-sportivo intercetta l’intuibile “scempio” che viene perpetrato sulle piste di fondo per il passaggio dei mezzi motorizzati. Il tutto, sia da operatori del commercio che da residenti, viene attribuito sia al Comune che alla Provincia mentre seguita ad ardere a fuoco lento il rinnovo della convenzione alla “Società funivia” che gestisce gli impianti di risalita e che il dirigente per lo sviluppo economico del Comune, colonnello Enrico Aragona, ha (forse) “dovuto” rinnovare per non bloccare e mandare per aria l’intera stagione invernale. Insomma peggio di come va non potrebbe certamente andare mentre la ex “Montagna di Roma” risulta sempre di più avvolta nella carta bisunta delle chiacchiere che traducono soltanto buone ma vane intenzioni. In fondo il Terminillo risulta sempre più essere la cartina di tornasole per esprimere il valore sonante della classe politica che amministra sia il Comune che l’intero Reatino: una grossa sprecata risorsa come la ex Montagna di Roma quando si cantava “A Pian dé Valli si canta così: sci, sci, sciator ripete il vento...” e quando i suoi spazi ospitavano dalle 25 alle 30 mila presenze domenicali con gli alberghi che si rifornivano da magazzini alimentari e da macellerie della città e quando la mattina delle domeniche i bar-pizzeria di piazza Cavour e di Porta d’Arce sfornavano pizze calde ripiene di prosciutto il cui incasso equivaleva a quello di una intera settimana. E la sera, a ridiscendere, “quelli di Roma” intasavano i bar di piazza ordinando bevande calde mentre le fisarmoniche suonavano e tutti a ballare lì, sul porfido altoatesino di piazza. Ma la classe politica venuta dopo non seppe sfruttare la posizione di “centralità” che il Terminillo rappresentava e non soltanto a livello laziale perché al posto di gente “competente” di turismo furono messe le tessere (“Questo dove lo mandiano? Forse a dirigere il turismo”). E così, anno dopo anno e stagione dopo stagione, il Terminillo è ridotto con una strada interrotta e con piste da fondo “motorizzate”

Ajmone Filiberto Milli