Corso di SkiMan

Torna la neve. Ma non basta PDF Stampa E-mail
Il Tempo
Domenica 12 Dicembre 2010 14:27

Alla vigilia della stagione invernale si ripresenta il problema dell'inadeguatezza e della carenza degli impianti
Torna la neve. Ma non basta
Turismo Pastoie burocratiche e ricorsi al Tar tarpano le ali al rilancio del settore
Impianti aperti «a singhiozzo» sul Terminillo.

Ma non per negligenza della Società Funivie ma per i capricci della neve. Dopo due precipitazioni molto abbondanti, infatti, ci sono state due dannose «sciroccate» con pioggia, nebbia e temperature vicine ai 7 gradi. La partenza del «circo bianco» è solo rinviata perché ora sta arrivando il freddo vero e si spera anche la neve abbandante. «Noi sulla stazione siamo pronti - commenta Flavio Formichetti della Società Funivie - serve freddo costante e qualche precipitazione, giusto per formare la crosta bianca perché poi noi attiveremo i cannoni per l'innevamento artificiale». Delle polemiche dei giorni scorsi Formichetti preferisce non parlare. «Non ci spaventano gli esposti e i ricorsi al Tar che vorrebbero bloccarci le concessioni su alcune piste. Noi siamo in regola e spingiamo per il turismo del Terminillo». I ricorsi al Tar sono quelli prodotti dalla Sinistra di Vendola e dall'Italia dei Valori, che considerano nullo il rinnovo per mano della Giunta Emili delle concessioni scadute. «È competente il Consiglio Comunale e non la Giunta» dicono da sinistra. «Abbiamo seguito l'iter procedurale delle leggi» ribattono dal Comune.« Piuttosto diamoci una mossa con l'ammodernamento degli impianti di risalita: dallo scavalco Cantalice-Leonessa allo sblocco dei 20 milioni della Regione Lazio». Così, mentre la Regione Abruzzo e il Consorzio Abetone della Toscana stanno «tappezzando» Roma di pubblicità e campagne promozionali per lo sci, il Lazio, con la complicità della Provincia e del Comune di Rieti, si è praticamente dimenticato del Terminillo, di Leonessa e di Cittareale e della stagione sciistica alle porte. «Noi operatori terminillesi ci stiamo pubblicizzando tutto da soli - hanno detto da Pian dè Valli - contatti personali con i Cral romani e quant'altro. Ma serve il coordinamento degli enti. Si inizi a dare qualche delega anche alla Pro Loco». Tra l'altro, a differenza di quanto si è andato predicando per anni, ora qualche imprenditore privato sta spendendo parecchi soldi per ridare smalto alla montagna. Rischiano di andare in fumo diversi milioni.
Paolo Di Lorenzo