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Terminillo, la stagione slitta ancora PDF Stampa E-mail
Il Messaggero
Giovedì 23 Dicembre 2010 14:25

I titolari degli impianti: Il Comune ha firmato le diffide senza sapere che c’erano tante inesattezze
Terminillo, la stagione slitta ancora
In attesa della neve, la Società Funivia contesta il ricorso al Tar
Natale senza sci: pioggia e rialzo delle temperature hanno costretto la Società Funivia a rinviare l’apertura di piste e impianti di risalita. C’è tempo per passare al contrattacco rispetto all’ultima ombra che pesa sul Terminillo, il ricorso al Tar per l’annullamento delle concessioni di Carbonaie e Terminilluccio deliberate dal Comune nel dicembre scorso e impugnate dalla società “Due cime”.

Una vicenda venuta alla luce a novembre con un’interpellanza del consigliere comunale Simone Petrangeli (Sel) e per la quale si attende la decisione del Tar e la discussione in consiglio. «I rapporti tra Società Funivia e Comune sono stati sempre collaborativi sin dal 1934 - contrattaccano i titolari Flavio Formichetti e Franco Ferriani - altri hanno cercato di creare ostacoli, producendo documenti inesatti e dimostrando ignoranza della materia. Ma con questi signori ce la vedremo in Procura». Il riferimento è allo studio legale Persio, che nel 2008 elaborò la “perizia” sullo stato del Terminillo dalla quale hanno preso le mosse le due diffide del Comune contro la Società Funivia e più velatamente all’assessore Chicco Costini, che nel 2007 sembrò voler dare una sterzata all’andazzo sul Terminillo. Terminillo tornato ora sotto le “cure” dell’assessore Antonio Perelli.
«Le diffide non sono due ma una, alla quale abbiamo risposto puntualmente smontando le loro tesi una a una», dicono Ferriani e Formichetti. La seconda diffida era la risposta alle vostre controdeduzioni, era firmata dal sindaco Emili e dal comandante della Municipale Aragona e prospettava la revoca delle concessioni: «Hanno firmato senza sapere che c’erano un mucchio di inesattezze». Tipo? «Il mancato soccorso agli infortunati: come succede ovunque, il servizio viene svolto in collaborazione con Polizia e Carabinieri che hanno personale specializzato. Noi mettiamo mezzi e strumentazione». Veniamo alle piste: «Ci hanno contestato inadempienze su quelli che sono fuoripista, ma noi più che segnalarli non possiamo fare. Chi ci vuole andare lo fa a suo rischio e pericolo». Impianti di risalita: «Il tapis roulant di Campo Togo in certe condizioni può essere pericoloso, per questo lo fermiamo. Le reti di protezione sono quelle comuni, tutte a norma. E quando ci si imputa la mancanza di manutenzione delle piste si dovrebbe sapere che con le leggi che ci sono la montagna non si può toccare. L’impianto di innevamento poi è tutto a carico nostro, è alimentato con l’acqua dell’acquedotto, centellinata e pagata a caro prezzo. In altre stazioni l’acqua è condottata diversamente ed è gratis: noi paghiamo». Ma non le concessioni: «Paghiamo il canone per i terreni all’amministrazione separata dei Beni civici di Vazia». Che non è il Comune: «Ma i ragazzi reatini fino alle superiori hanno sconti del 40% sugli abbonamenti. E per ogni manifestazione mettiamo a disposizione gratis spazi e mezzi».
di ALESSANDRA LANCIA