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Leonessa torna a ruggire contro Roma PDF Stampa E-mail
Il Messaggero
Venerdì 14 Gennaio 2011 15:15

Leonessa torna a ruggire contro Roma
Urbanistica, Campo Stella e nuove piste i nodi mai sciolti dalla Regione
Il sindaco Trancassini: «Rieti sempre ai margini I politici reatini alzino la testa»

Minacciata, cullata, sfiorata, la secessione dal Lazio torna a tentare Leonessa. A Roma non c’è più la giunta Marrazzo ma nel municipio di piazza VII Aprile c’è sempre Paolo Trancassini, deluso dalla “sua” presidente Renata Polverini. «Speravo che con il cambio di maggioranza in Regione l’analisi che facemmo per il referendum venisse smentita - attacca il sindaco, già di An e ora del Pdl - invece è tutto come prima e se possibile anche peggio. Qui non ci sono scelte non condivise tra Regione e territorio: peggio, proprio non c’è alcun interesse. Ma noi non subiremo in silenzio». Tre le questioni che il Trancassini agita sotto il naso sia della giunta Polverini che della folta pattuglia di consiglieri regionali reatini: urbanistica, impianto di risalita di Campo Stella, apertura di nuove piste nel versante leonessano del Terminillo.
Urbanistica «Leonessa non ha un piano regolatore approvato, nonostante il consiglio comunale lo abbia adottato nell’ormai remoto 1999 - spiega Trancassini - vale dunque il programma di fabbricazione, più remoto ancora, ma ogni richiesta di variante si infrange sul fatto che il pdf non è considerato uno strumento urbanistico e come tale non può essere emendato. Siamo stati più volte in Regione, all’Urbanistica, e alla fine ci si era accordati su un emendamento da inserire nella finanziaria regionale che sostanzialmente equiparava il programma di fabbricazione ad uno strumento urbanistico, dandoci così la possibilità di presentare almeno richieste di varianti. Tutti d’accordo ma poi l’emendamento in Finanziaria non è andato perché ovviamente a nessuno interessa nulla di questi problemi».
Campo Stella «La seggiovia è a fine vita, ma solo per progettare una quadriposto servono 800mila euro oltre a un anno di tempo tra permessi e progetti. Mi era stato promesso un aiuto che puntualmente non è arrivato: questo significa che l’anno prossimo Campo Stella resterà chiuso».
Nuove piste «Senza voler riaprire tutto il contenzioso, sarebbe bastato ripristinare quell’articolo della giunta Storace che permettendo il taglio degli alberi in quota ci avrebbe consentito di programmare nuove piste. L’emendamento era stato concordato in commissione poi all’ultimo momento è saltato». Tre “indizi” fanno una prova? «Altroché: la questione non è se la Regione sia di destra o di sinistra, è che Rieti è marginale e basta. E quando sei marginale non conti». Ripartire con un altro referendum, a soli due anni di distanza dal tentativo del dicembre 2008, non si può: «Vero, ma noto che nel frattempo anche chi come il presidente della Provincia Melilli fece di tutto per scongiurare la nostra secessione dal Lazio ora è sulle nostre posizioni. Credo che la classe dirigente reatina dovrebbe alzare la testa, saper prendere le distanze dai propri referenti politici e prendere le difese del territorio, a prescindere dalle casacche e dalle appartenenze». Dopo lo schiaffo ad Antonio Cicchetti sembrava che il Pdl fosse pronto alle barricate contro Roma padrona. «Sembrava». Il fatto è che Roma c’è. Rieti, al massimo, ce fa. Leonessa, però, è meglio non svegliarla.
di ALESSANDRA LANCIA