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L’inesorabile declino del Terminillo. PDF Stampa E-mail
Il Corriere di Rieti
Martedì 01 Marzo 2011 07:54

L’inesorabile declino del Terminillo.
Né scavalco con Leonessa, né nuove piste e strutture ricettive. Manca all’appello anche il progetto Supersky. L’ esigenza di un serio progetto di rilancio e valorizzazione.
Mentre si sollevano dubbi e perplessità sul come quando e perché si siano “volatilizzate” le risorse del progetto "Terminillo Supersky" assegnate dalla Regione su piano triennale a cominciare dal 2009 che si valutavano in venti milioni di euro; mentre nel contempo da Palazzo Chigi l'attenzione sembra essere dirottata su versanti diversi dal Terminillo, vale a dire su Campo Felice e il collegamento con Ovindoli nel progetto "Sci ai piedi", a Rieti si riapre il dibattito intorno all'ennesimo stallo, l'inerzia endemica che caratterizza non soltanto la classe politica locale, ma rende opaco quel po' di progettualità, seppur minimale, che sinora è stata pensata per la valorizzazione del monte di Rieti. Se negli anni passati il dibattito sulla valorizzazione del Terminillo e sulle ipotesi di sviluppo è stato in qualche modo ostracizzato dal movimento ambientalista che tende a mantenere lo status quo in quanto a piste (peraltro il limite del Terminillo per chi pratica lo sci, è proprio quello di non poter offrire piste spaziose e di facile approccio), dall'altro si insiste proprio sul fatto che è mancata una seria politica di sviluppo delle potenzialità dell'intero comprensorio sciistico con collegamenti alla zone del Leonessano e di Cantalice. Il famoso scavalco tanto agognato, quanto chimerico è rimasto sin qui soltanto nel mondo delle idee che non hanno visto una concretizzazione, tantomeno nei tempi che potevano in qualche modo contrastare l'emergere di nuovi modelli di approccio allo stesso sport dello sci e la concorrenza con altri ben più organizzati comprensori sciistici come quelli delle Dolomiti. E' così che l'ex montagna di Roma che visse tra gli anni Sessanta e Settanta il suo indiscusso boom, ambita da Vip e attori, industriali, star e starlette, ha subìto un lento ma inesorabile declino. Basti considerare che lo stesso progetto di "Sci ai piedi" prevede il raddoppio di chilometri utili di piste di Campo Imperatore che passerebbe così dagli attuali trentatré ai futuri sessantasei. Di contro il Terminillo è rimasto "congelato" sin dagli anni Sessanta agli attuali sette chilometri e mezzo di piste, per di più strette, difficili e spesso semiscoperte o ghiacciate. Ma pur volendo accogliere le istanze degli ambientalisti che si oppongono a un’ipotetica deturpazione ambientale per fare spazio a nuove piste, quel che sembra rimanere vacante è una seria idea di valorizzazione complessiva del monte di Rieti anche in riferimento ad uno sviluppo delle strutture ricettive. Anche in questo senso il Monte Terminillo è rimasto "congelato" agli anni Sessanta con una offerta minimale di sette alberghi a più stelle dove, a detta di molti, i servizi offerti non sarebbero all'altezza dei prezzi richiesti. Anche in questo caso l'esperienza specifica del Nord Italia, insegna che è necessaria una diversificazione dell'offerta ricettiva per aumentare le possibilità di attrarre segmenti diversi di turisti. Dal B&B agli agriturismi, in questi ultimi anni, lo sviluppo ricettivo non ha conosciuto soste, tranne che a Rieti e al Monte Terminillo. Del resto neanche sul versante dell'impiantistica le cose sono cambiate di molto: ammesso che si voglia preservare l'ambiente, si potrebbe puntare su varie forme di turismo invernale che propongano il Terminillo come "alternativo" ai grandi comprensori sciistici del Nord Italia, magari sviluppando la possibilità di praticare lo sci di fondo, ma neanche questo aspetto sembra essere mai stato preso seriamente in considerazione. La questione Terminillo è insomma ancora tutta sul tappeto e aspetta ancora dopo anni di essere affrontata con determinazione e immaginazione

Claudio Bianconi