“Sviluppo e non vincoli per il Terminillo”.
L’appello della Pro loco alla presidente del Lazio Renata Polverini affinché intervenga. Rabbia dopo la pioggia di finanziamenti sulle stazioni sciistiche abruzzesi.
La pioggia di finanziamenti caduta abbondantemente sulle stazioni sciistiche abruzzesi - per realizzare un progetto di collegamento tra Campo Felice e Ovindoli, oltreché aumentare le piste a Campo Imperatore fino a 63 km, con la costruzione di tre nuovi impianti, sulla base del protocollo d'intesa firmato il 17 febbraio scorso a palazzo Chigi e presenziato dal sottosegretario Gianni Letta - non l’hanno proprio digerita.

E non perché siano contrari allo sviluppo di un’area duramente colpita dal terremoto del 6 aprile 2009, ma perché vorrebbero che ogni tanto qualche finanziamento venisse dirottato anche su Terminillo dove, a causa dell’assenza di una politica attenta al turismo montano unita a una crisi che non accenna ad allentare la sua morsa, di investimenti ci sarebbe bisogno più del pane. “Poiché qui non ci sente nessuno e quando ci lamentiamo, noi commercianti, serve a ben poca cosa, abbiamo pensato di scatenare un putiferio di mail, migliaia di mail, già arrivate e che stanno continuando ad arrivare alla presidente Polverini, agli assessori regionali e ai consiglieri regionali reatini, perché questa volta siamo veramente arrabbiati - dice Alvaro Salvatori, presidente della Pro Loco di Terminillo - La presidente della Regione non deve credere che dietro a questa stazione sciistica ci siano poche persone e perciò pochi voti perché la partecipazione, massiccia, a questo tam tam su internet dimostra esattamente il contrario. Non chiediamo soldi - aggiunge -, ma vogliamo che ci vengano tolti i vincoli che impediscono ogni forma di sviluppo su questa montagna, e questo a differenza di quanto avviene altrove, in Abruzzo per esempio”. Salvatori ricorda come l’assessorato regionale all’Ambiente abbia impedito il taglio di alcune piante che avrebbe consentito di allargare il tracciato della pista Cardito nord, dove si sarebbe dovuto sostituire un vecchio skilift con una moderna seggiovia. “Sono 4 anni che la pista è chiusa ed è veramente imbarazzante, intanto l’Abruzzo va avanti”. La Pro Loco del Terminillo chiede alla presidente della Regione di intervenire prontamente “per recuperare una situazione di crisi irreversibile della nostra montagna, non dovuta a carenze imprenditoriali locali, ma a leggi e vincoli restrittivi della Regione che da troppi anni ci penalizzano: consentiteci almeno di ripristinare gli impianti scaduti”. Salvatori ricorda come il Terminillo, negli anni Ottanta, avesse ben 11 impianti: una funivia, 9 skilift e una seggiovia, mentre oggi ci sono 3 seggiovie, un impianto baby e la funivia, “mentre il vicino Abruzzo, supportato da una giunta regionale attenta al turismo montano, fa la parte del leone, togliendoci l’utenza romana e, in parte, quella reatina ormai dirottata su Campofelice, Ovindoli e Roccaraso”. “Siamo certi e fiduciosi - conclude il presidente della Pro Loco - che tale richiesta sarà presa nella giusta considerazione, da una presidente per la quale, comunque, abbiamo una grossa simpatia e considerazione, per ridare al Terminillo il giusto ruolo turistico nella regione Lazio”

Monica Puliti