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Rilanciamo il Terminillo. È una miniera PDF Stampa E-mail
Il Tempo
Venerdì 04 Marzo 2011 15:49

Turismo Il presidente Pro Loco Salvatori e l'avvocato Spasiano scrivono alla Polverini
Rilanciamo il Terminillo. È una miniera
Le notizie che arrivano dal vicino Abruzzo, con il megaprogetto di Campofelice che diventerà il più grande centro sciistico del Sud Europa, preoccupano operatori e amanti del Terminillo.
E così negli ultimi giorni si sono levati diversi appelli per salvare la montagna reatina. Il primo a scrivere alla governatrice del Lazio, Renata Polverini, è stato il Presidente della Pro Loco del Terminillo, Alvaro Salvatori. «Dovremmo essere orgogliosi di far parte di una regione dove c'è Roma Capitale ma così non è - si legge in apertura della lettera - Degli 11 impianti del Terminillo -1 funivia, 9 skilift e una seggiovia- siamo ridotti ormai alle attuali 3 seggiovie, un impianto baby e la funivia mentre il vicino Abruzzo fa la parte del leone togliendoci l'utenza romana e in parte anche quella reatina». La richiesta della Pro Loco è che la Polverini intervenga prontamente anche per mettere mano a «leggi e vincoli restrittivi» che ostacolano i progetti già presentati. Un'altra lettera è stata inviata alla Polverini, ma anche alla giunta e ai consiglieri regionali, dall'avvocato romano Matteo Spasiano. «Il Terminillo sta morendo, la Provincia di Rieti sta morendo, schiacciata dalla crisi economica e dalla disoccupazione. Per dare una speranza a questo territorio bisogna ripartire dalla sua principale risorsa, il turismo, e in particolare da quello che storicamente è il più importante attrattore turistico del Reatino, il Terminillo. Si sono persi investimenti privati per 55 milioni che avrebbero consentito l'espansione del comprensorio sciistico sul versante Nord. Non chiediamo finanziamenti, non chiediamo neanche notizia dei 20 milioni di euro che ogni anno dal 2008 vengono messi a bilancio dalla Regione. Chiediamo soltanto che la Regione intervenga a livello legislativo per rimuovere vincoli e normative che allontanano gli investitori dal Terminillo».
Marco Fuggetta RIETI