Corso di SkiMan

Tutti contro la Polverini PDF Stampa E-mail
Il Messaggero
Venerdì 04 Marzo 2011 15:57

Tutti contro la Polverini Regione e Governo “sciano” in Abruzzo, dal Terminillo scatta la protesta
Governo e Regione Abruzzo “puntano” milioni di euro sul potenziamento delle stazioni sciistiche di Ovindoli, Campofelice e Campo Imperatore e a Terminillo scoppia la protesta. Prima il portale Terminillo.org - che ospita un vivace e partecipato blog di appassionati e frequentatori della montagna - poi la Pro loco del Terminillo hanno stilato dei documenti di protesta indirizzati alla presidente della Regione Renata Polverini invitando i cittadini a sottoscriverli e girarli ad esponenti politici ed istituzionali reatini e romani. «Gentile Presidente - si apre la lettera, firmata dal presidente della Pro loco Alvaro Salvatori - dovremmo essere orgogliosi di far parte di una regione dove c’è Roma capitale, ma così non è. Il Terminillo sviluppatosi sciisticamente tra il 1940/60, diventando ”La montagna di Roma”, inizia un inarrestabile crisi dagli anni 80. Dei suoi 11 impianti - una funivia, 9 skilift, una seggiovia - siamo ridotti alle attuali 3 seggiovie, un impianto-baby e la funivia, mentre il vicino Abruzzo, supportato da una giunta regionale attenta al turismo montano, fa la parte del leone, togliendoci l’utenza romana e in parte anche quella reatina ormai dirottata su Campofelice, Ovindoli e Roccaraso”. Tutta colpa, secondo la Pro loco, dell’assessorato all’Ambiente della regione Lazio, “che non ci ha consentito il taglio di alcune piante per allargare il tracciato della pista Cardito-nord, dove si doveva sostituire il vecchio skilift, scaduto, con una moderna seggiovia. Sono 4 anni che la pista è chiusa, ed è veramente imbarazzante. Intanto l’Abruzzo va avanti e ora con il futuristico progetto di collegamento sciistico tra Campofelice e Ovindoli , 70 milioni, di cui 30 già nel 2011, siamo morti”. La Pro Loco del Terminillo chiede alla presidente della Regione Renata Polverini, “di intervenire prontamente per recuperare una situazione di crisi irreversibile della nostra montagna, non dovuta a carenze imprenditoriali locali, progetti per nuovi impianti sciistici che sono in Regione, da anni, ma ci sono leggi e vincoli restrittivi della Regione, che da troppi anni ci penalizzano. Non chiediamo soldi, ma consentiteci di ripristinare almeno gli impianti scaduti”. In realtà la mancata approvazione del progetto della Cardito Nord non può essere semplicisticamente imputata a “vincoli troppo restrittivi” così come suona come una difesa di parte quella degli imprenditori locali, che pure qualche responsabilità sullo stato attuale del Terminillo ce l’hanno. Ma questo ribolle a Terminillo. Mentre in Abruzzo ci si prepara ad un nuovo, balzo in avanti.

di ALESSANDRA LANCIA