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Terminillo? Occorre una strategia PDF Stampa E-mail
Il Corriere di Rieti
Venerdì 04 Marzo 2011 16:00

“Terminillo? Occorre una strategia”.
L’assessore regionale Francesco Lollobrigida affronta il problema del ritardo sulla montagna reatina. “Stiamo lavorando su una nuova legge con il Testo unico per la montagna”.
I meccanismi della politica sono opachi, spesso opposti alla logica: seguono percorsi paralleli, che come noto possono diventare, in un ossimoro linguistico, convergenti. Seppure convergente sulle possibilità di sviluppo del Terminillo in quanto a potenzialità turistiche, appare l'opinione pubblica reatina, non necessariamente la stessa pubblica opinione combacia con i tempi, i bizantinismi, le logiche "altre" della politica. Così accade che a fronte di uno stanziamento triennale di sessantamila euro complessivi di cui la prima tranche è pari a ventimila, con risorse già stanziate, non corrisponde per sofismi ideologici e partitici, un serio piano di sviluppo che solo ora pare essere in dirittura d'arrivo. Almeno a detta dell'assessore regionale alla mobilità e ai trasporti Francesco Lollobrigida che esprime la convinzione di una strategia complessiva tale che le risorse non siano distribuite a pioggia, ma rispondano a criteri di funzionalità ed efficienza. Sono due le linee guida del ragionamento dell'assessore: la prima è che se sinora, nonostante i fondi stanziati non si è arrivati ad una vera e propria concretizzazione di un progetto di sviluppo, è a causa della precedente giunta Marrazzo che bloccò tutto a causa di forti pressioni politiche contrapposte. La seconda considerazione di Lollobrigida, che sul versante del Terminillo assicura un sicuro e costante impegno, è che l'iter strategico da seguire gradualmente è prima di tutto la definizione di un testo unico per la montagna tale che stabilisca gli strumenti "ambientali" e urbanistici per andare a progettare gli interventi. Su questo versante la Regione Abruzzo è molto più avanti di noi - continua l'assessore - perché con lungimiranza si è dotata di una legislazione moderna che ha favorito il flusso di risorse e seri progetti di sviluppo sia per ciò che riguarda l'impiantistica, che le piste e le infrastrutture. Insomma in Abruzzo dove è previsto un investimento di circa 200 milioni di euro per raddoppiare il chilometraggio delle piste che passerebbero da trentuno chilometri a sessantadue a Campo Imperatore creare nuovi impianti a Campo Felice e Ovindoli, sono stati lungimiranti, nel Lazio, dove il 70 percento circa delle stazioni sciistiche hanno subito un decremento degli impianti di risalita, sicuramente no. Nel frattempo, fa notare l'assessore, lo sport dello sci ha trasfigurato la sua stessa connotazione di sport d'élite per differenziarsi in uno sport di massa, diversificandosi in una serie di discipline diverse: dallo sci alpino allo snowboard, dal freestyle al sempre più praticato sci d'altura, dallo sci nordico allo sci notturno. Tutte possibilità sfumate al Terminillo che ha trascurato quel bacino di utenza di tre milioni di potenziali sciatori composti dagli abitanti della capitale, costretti ad "emigrare" o nel vicino Abruzzo o sulle Dolomiti. Rimane il fatto che nonostante il gioco delle parti (politiche) abbia prodotto una situazione di totale stallo e anzi di regressione (al Terminillo ad esempio il numero di impianti funzionanti è diminuito dagli anni Ottanta ad oggi di circa il cinquanta per cento), la Regione per bocca di Lollobrigida ha assicurato il suo impegno per sbloccare la situazione e si sta "dotando degli strumenti necessari: alcune delle nuove norme che favoriranno lo sviluppo - secondo Lollobrigida - sono già contenute nel Piano Casa, ma la gran parte saranno contemplate nel Testo unico per la montagna sul quale stiamo lavorando, tra l'altro, con una serie di confronti con gli amministratori locali, come il sindaco di Leonessa, il presidente della Provincia Melilli e il consigliere regionale Antonio Cicchetti". E se in consiglio regionale le nuove norme non dovessero passare? "Allora - conclude Lollobrigida - ci accontenteremo di un restyling dell'esistente". Con buona pace di un progetto di sviluppo atteso da oltre trenta anni

Claudio Bianconi