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Terminillo da salvare PDF Stampa E-mail
Il Messaggero
Domenica 06 Marzo 2011 19:58

Terminillo da salvare
Leonessa si fa avanti mentre Cantalice e Rieti tentennano
Leonessa “scala” il Terminillo, grazie anche al ritrovato feeling tra il sindaco Paolo Trancassini e la Regione, mentre gli altri stanno a guardare. Se infatti a Roma è ricomparso il vecchio progetto della Isic rivisto e corretto e a Campostella c’è grande attesa per la “sciata” infrasettimanale dell’assessore Francesco Lollobrigida (montanaro di Subiaco, perciò in pista anche per la “sua” Monte Livata), resta da capire quali siano se non le richieste almeno i “desiderata” degli altri due comuni chiave del Terminillo, vale a dire Rieti e Cantalice. Di Micigliano il desiderio si conosce: non è un tram ma la funivia che nei progetti del sindaco Nasponi dovrebbe costituire il nuovo, rivoluzionario, punto d’accesso alla montagna ma sulla cui opportunità e fattibilità i più, pietosamente, sorvolano.
Eppure se c’è un momento per intavolare una trattativa con la Regione è questo: mercoledì il presidente della Provincia Fabio Melilli è tornato da Roma con due risultati né scarsi né scontati. Primo, i 20 milioni “appostati” per il Terminillo ci sono ancora, aspettano solo di essere impegnati per progetti fattibili. Secondo, perché i progetti siano fattibili serve una cornice legislativa, fosse anche una legge quadro o un testo unico sulla montagna, per la cui stesura l’assessore Lollobrigida farà molto affidamento sulle “necessità” del reatino. Ma quali “necessità”? Tra le tante suggestioni del cosiddetto “piano Costantini”, il programma degli interventi sull’intero comprensorio stilato dalla Provincia sotto la regia di Roberto Giocondi, c’era il recupero e il potenziamento dell’impiantistica del versante reatino, lo scavalco verso Leonessa e il potenziamento del sistema sciistico leonessano, fatta salva la Vallonina, protetta da un sistema di vincoli nazionali ed europei. Ora che Trancassini è ripartito a testa bassa in cerca di risultati per la sua Leonessa e che la funivia per lo scavalco sembra finita su un binario morto, pur di vedere qualche ruspa al lavoro c’è chi realisticamente punta almeno a riavere funzionante il sistema sciistico che c’è. Ma Rieti sembra assai distratta - al punto di porre tra le priorità non gli impianti sciistici ma il completamento del campo d’altura - mentre Cantalice tentenna. Anche qui, è nota l’ambizione di avere uno sbocco a monte, magari in cambio del via libera per la riapertura della Cardito nord, ma i tempi (assai grami sia sul piano economico che politico) consiglierebbero una rimodulazione delle richieste, puntando magari più sul versante leonessano che su quello reatino. In questa partita c’è da capire anche il ruolo della Provincia: «A me non interessa avere i 20 milioni di euro, mi accontenterei del riconoscimento storico di averli ottenuti - dice Melilli - purché però questi soldi siano spesi, presto e bene». Prima di dire che la neve d’Abruzzo è sempre più bianca.
di ALESSANDRA LANCIA