I 20 milioni ci sono ancora”.
Il presidente della Provincia: “La Polverini non ha toccato il fondo: un gesto di grande significato politico”. Melilli: subito la delibera regionale che ci consenta di spendere le somme.
“Terminillo: i 20 milioni non sono stati toccati, ma è necessario che gli uffici regionali si impegnino, subito, a redigere la determina che ci consenta di spendere le somme”. Dopo le posizioni esposte nei giorni scorsi, riguardo i ritardi nel programma di sviluppo del “Progetto Terminillo” e le conseguenti perdite in termini economici legate a una scarsa stagione sciistica, è il presidente della Provincia, Fabio Melilli, a voler intervenire, sentendosi per così dire “costretto” a fare certe sostanziali precisazioni, alla luce di “alcune imprecisioni e qualche demagogia”, emerse in mezzo alle tante proteste e alle giuste sollecitazioni perché si dia finalmente il via al rilancio del Monte Terminillo. “Come è noto - esordisce il presidente Melilli - la Provincia ha predisposto da tempo un piano di rilancio confrontandosi con i Comuni interessati e con la Regione. Il nodo centrale, come è noto - ricorda Melilli - sta nella possibilità di sciare sul versante nord, penetrando nella Vallonina, area tutelata a livello nazionale ed europeo. Su questo, lunghe sono state le polemiche tra il Comune di Leonessa e la Regione. In attesa di un intervento normativo da parte della Regione Lazio, nella finanziaria per il 2009, insieme a Mario Perilli e Anna Maria Massimi (Pd, allora entrambi nel consiglio regionale, ndr) convincemmo l'allora maggioranza regionale a stanziare comunque 20 milioni di euro per consentire un rilancio del Terminillo. Nel frattempo - aggiunge il presidente di Palazzo Dosi - la Provincia e la Regione stanziavano somme considerevoli con le quali abbiamo realizzato due seggiovie (una a Cittareale e una a Leonessa) per evitare la chiusura di quelle stazioni. Nella notte in cui fu approvata la finanziaria, però - ricorda Melilli - spuntò un articolo che condizionava la spesa dei 20 milioni all'approvazione, da parte della Regione, di specifiche linee guida. Da allora - prosegue il presidente - ho personalmente impegnato molto del mio tempo per trovare una sintesi accettabile tra le nostre esigenze e quelle degli gli assessorati regionali che si occupavano della cosa (il sindaco Trancassini ne è buon testimone): le linee guida che nel 2010 sono state emanate. Dopo l'insediamento della nuova Giunta regionale ho rappresentato subito alla presidente Renata Polverini la priorità del rilancio del Terminillo e debbo riconoscere che, nonostante le difficoltà finanziarie in cui la giunta si è trovata ad operare, i 20 milioni non sono stati toccati. Attribuisco a tale scelta un grande significato politico. Certo, comprendo come il passare del tempo renda scettici gli operatori - ammette Melilli - ma sono certo che la Governatrice del Lazio, nelle prossime settimane, ci consentirà di avviare la stagione del rilancio, invitando gli uffici regionali a redigere la determina che ci consenta di spendere le somme. Abbiamo per questo incontrato, con il sindaco Trancassini e con il consigliere Cicchetti, l'assessore Lollobrigida, al quale ho più volte ribadito che sul tema c’è una sostanziale unità di intenti anche con il Comune di Rieti e che non c’è da parte mia nessuna voglia di protagonismo, purché si faccia presto. Da ultimo, giovedì scorso ho avuto un lungo colloquio con l'assessore Lollobrigida e mi ha confermato tale volontà. E' naturale che alcuni impianti possono essere realizzati rapidamente, perché non hanno bisogno di particolari autorizzazioni ambientali; mentre per il collegamento tra i due versanti e l'accesso da Cantalice c’è bisogno di un intervento normativo che la Regione Lazio ha peraltro già redatto. Anche su questo abbiamo concordato il da farsi, sia con l'assessore all'urbanistica Ciocchetti, sia con l'assessore Lollobrigida. Per quanto ci riguarda - conclude il presidente - abbiamo da tempo individuato le soluzioni che permettono il rilancio, tenendo nel debito conto le esigenze ambientali e riducendo al minimo l'impatto. Certo, 20 milioni di euro non sono sufficienti per tutto ciò che vorremmo fare, ma sono certo che se daremo la certezza del rilancio, non mancherà l'attenzione di imprenditori che vorranno investire sul Terminillo"