Corso di SkiMan

Terminillo, il rilancio parte da Leonessa PDF Stampa E-mail
Il Messaggero
Giovedì 10 Marzo 2011 15:27

Terminillo, il rilancio parte da Leonessa
L’assessore Lollobrigida a Campo Stella promette una nuova legge sulla montagna
A Leonessa sci ai piedi alle 8,30 del mattino: l’assessore regionale Francesco Lollobrigida, con delega ai Trasporti e alla Mobilità, prova in un colpo solo il brivido della Salaria da Roma, il capogiro di 40 chilometri di curve da Rieti a Leonessa e finalmente la neve e il sole di Campo Stella. Certo, il primo approccio è quello che è: i quindici minuti sulla seggiovia monoposto anni Settanta che arranca fino alla Rubbio non mettono di buon umore nemmeno in una splendida giornata come questa. «Mamma mia, è da rifare, quanto prima», sibila al sindaco Paolo Trancassini che non voleva sentirsi dire altro. L’impianto, di solo arroccamento, ha una vita di una, due stagioni al massimo e i sei, sette milioni di euro per sostituirlo con una quadriposto potrebbero arrivare dal tesoretto promesso dalla Regione, i fatidici 20 milioni di euro garantiti giusto tre giorni fa dalla presidente della Regione Renata Polverini in visita a Rieti.
«Un segnale molto forte per niente scontato», dice Lollobrigida tra una discesa e l’altra, marcato stretto dagli assessori comunali Vito Paciucci e Giulio Zelli e dal consigliere provinciale Ruggero Zelli. «Nel Lazio negli ultimi 30 anni siamo scesi da 107 chilometri di piste agli attuali 36, mentre nel vicino Abruzzo è successo l’esatto opposto. Eppure le montagne nostre non hanno proprio niente da invidiare né a quelle del nord Italia né a quelle abruzzesi. Non ne voglio fare una questione politica ma mi sembra evidente che lo sci non è stato esattamente nei pensieri di chi è stato in Regione». Lollobrigida invece ci pensa eccome: sarà che viene da Subiaco e che, da ragazzino, sulle nevi del Monte Livata se l’è vista più di una volta con le agguerrite squadre di Leonessa.
«Mi sono sempre chiesto ma do’ starà ’sta Leonessa...». Eccola, Leonessa, in tutto il suo splendore. Ed ecco la prima idea: «Stiamo ragionando sulla creazione di un comprensorio sciistico unico nel Lazio, che armonizzi tariffe e servizi e promuova tutte le stazioni della Regione». Ragionare è un po’ poco, un anno dopo le elezioni. «Nove mesi, prego». C’è poi la partita dei 20 milioni di euro per il Terminillo, giocata in coda alla passata consiliatura tra astuzie e forzature di ogni tipo e ora arrivata ad un punto di necessaria chiarificazione.
«I soldi non verranno dirottati altrove, sono per la montagna - scandisce Lollobrigida - ma questo non basterebbe. Quello che serve è rivedere la normativa per cui nel Lazio per aprire una pista nuova occorrono dieci anni, in Trentino 6 mesi. Stiamo lavorando a un testo unico sulla montagna che semplificherà di molto l’approccio al territorio». E qui Trancassini gongola: perché ragionare solo di ripristino dell’esistente a lui non basta. Teorizzando un «approccio dialettico con la natura», il sindaco dice che «noi dobbiamo arrivare a Terminillo, e non necessariamente con lo scavalco. Bastano pochi impianti a monte del bosco della Vallonina e il collegamento, sci ai piedi, è fatto». Lollobrigida si guarda intorno, la Vallonina è alle spalle, Terminillo fa da cresta alla Vallorgano, Cantalice dietro la montagna di fronte. «Se sono venuto qui è perché volevo rendermi conto di persona, non ragionare solo alle cartine». Altra musica per le orecchie dei leonessani: «Io ci credo allo sci come risorsa, e non solo economica. E se vogliamo che la gente resti a vivere in montagna dobbiamo far sì che questa risorsa sia utilizzata. E’ il miglior modo per scongiurare la desertificazione del territorio».
di ALESSANDRA LANCIA