Le scuole in soccorso del Terminillo.
E’ iniziato il periodo delle settimane bianche ma l’ex montagna di Roma è semideserta. Allievi e studenti contribuiscono a non far morire il monte.
E' ormai tendenza diffusa: dopo il periodo delle vacanze natalizie, il momento di massimo afflusso sui monti per chi pratica lo sci è riservato al mese di marzo, quando i rigori dell'inverno cominciano a sfumare per lasciare spazio ad un tiepidissimo sole primaverile con temperature che comunque permettono di mantenere intatto il manto nevoso per agevoli discese. Questo almeno quanto accade ormai da anni, da quando cioè lo sci ha subito la profonda trasformazione da sport di élite a sport popolare, sulle Dolomiti. Al Terminillo la situazione è un po' diversa, vuoi perché in questi anni i numerosi alberghi degli anni Settanta e Ottanta sono stati lentamente ma progressivamente trasformati in residence ed è stata quindi ridotta la capacità di accoglienza, vuoi per le ridottissime possibilità di praticare uno sci ad ampio raggio con la opportunità di percorrere ininterrottamente chilometri e chilometri di piste. Ma tant'è, la situazione è questa e bisogna pur porre qualche argine al deflusso costante di turisti. Il mondo della scuola in questo senso contribuisce ad attenuare l'emorragia di sciatori. Istituti della scola primaria della provincia di Terni (insieme a quelli di Narni) hanno nei giorni scorsi popolato le piste dell'ex montagna di Roma, mentre ragazzi della scuole reatine affluiscono sul monte innevato in brevi visite che solitamente si concludono nelle ore mattutine, dalle 9 alle 13. Intanto il maltempo che ha caratterizzato il fine settimana non ha favorito l'afflusso di turisti e visitatori sul monte. Nella giornata di ieri che pure era iniziata sotto i buoni auspici di una fitta nevicata, i fiocchi verso le 12 si sono trasformati in gocce d'acqua, pioggia che ha costretto alla fuga i pochi sciatori che avevano optato per una giornata di sport. La pioggia ha contribuito anche a rovinare la festa del Gran premio di sci alpino riservato ai giovanissimi e organizzato dallo Sci Clus Terminillo e la gara di sci di fondo a Cinque Confini organizzata dallo Sci club di Cittaducale. Nel frattempo al Terminillo, si fa un gran parlare del dibattito che si è riacceso ultimamente sul futuro degli impianti di risalita, sul progetto della Provincia già stabilito quattro anni fa e denominato Supersky, sulla visita dell'assessore regionale Francesco Lollobrigida a Campo Stella di Leonessa e sull'ipotesi di scavalco del versante nord, sui famosi venti milioni di euro destinati all'ammodernamento e al rilancio del monte. Mentre continua il flusso ininterrotto di e-mail che invocano la presidente Polverini ad intervenire al più presto per "non far morire un Terminillo già agonizzante", sono in molti a dimostrare scetticismo nei confronti delle parole, solo parole, pur capaci di evocare grandi scenari futuri e tutte predittive di una discontinuità con l'attuale situazione di stallo, spese in questi ultimi giorni da politici e amministratori. I fatti purtroppo hanno svelato una realtà allarmante per il Terminillo che, già gravemente penalizzato da un progetto di rilancio mai effettuato, sarà costretto al dimenticatoio quando diventerà operativo il programma che prevede un investimento di circa duecento milioni di euro per creare un unico comprensorio sciistico da Ovindoli a Campo Felice, sottraendo definitivamente al Reatino anche i pochi sciatori romani che nonostante tutto continuavano a preferirlo alle piste più comode e organizzate dell'Abruzzo

Claudio Bianconi