Terminillo, una stagione altalenante.
Sul monte si è sciato sino a domenica scorsa ma gli impianti saranno riaperti nel periodo pasquale. Ora i progetti di sviluppo devono passare dalle parole ai fatti.
Una stagione dal doppio aspetto, soprattutto in considerazione delle condizioni meteo: se infatti da un lato sul monte Terminillo è nevicato molto, con picchi che hanno abbondantemente coperto le piste con una manto di oltre un metro di neve, dall'altro le forti pressioni prodotte dal vento di Scirocco proveniente da Sud Est ha contribuito a rendere meno favorevoli le opportunità di sciare. Là dove il Buran, vento dal Nord, "costruiva", lo Scirocco distruggeva spesso a dosi massicce di pioggia. Se a questo si aggiunge l'esposizione delle piste sul versante Sud del monte, rendendolo più sensibile ai venti caldi e al salire delle temperature, ecco spiegato perché la stagione 2010-2011 sul monte di Rieti, non ha fruttato i risultati sperati, risultati che nelle intenzioni dovevano essere almeno pari a quelli dello scorso anno che si ricordano quali i migliori delle ultime stagioni. Ma se l'inverno è risultato altalenante, permangono sul monte condizioni endemiche di estrema necessità di un serio intervento di sviluppo che da più parti in questi ultimi tempi è stato auspicato. Prima inter pares la Federalberghi di Rieti che invoca a gran voce di fare presto con un'efficace azione di rilancio anche per contrastare l' "avanzata" dell'Abruzzo alla conquista dei favori del grande bacino d'utenza della capitale. E' infatti già in fase avanzata il progetto di una grande comprensorio sciistico che vedrebbe interessate Roccaraso, Ovindoli, Campo Felice e Campo Imperatore per un investimento pari a circa duecento milioni di euro. Il fatto, al di là della solidarietà per una regione duramente colpita dalla sventura del terremoto, desta preoccupazione tra gli operatori del Terminillo e tra gli addetti ai lavori che vedrebbero così sfuggirsi di mano le ultime, residue possibilità di veder risplendere l'ex montagna di Roma, come ai vecchi tempi, quando la Dolcevita non era soltanto peculiarità di via Veneto, ma almeno in parte aveva scelto quale scenario invernale proprio il monte che sovrasta l'Umbilicus Italiae. Intanto gli intenti dichiarati da più parti a livello istituzionale paiono trovare una convergenza proprio nella direzione dello sviluppo, considerando anche che venti milioni di euro già stanziati e rimasti sinora inutilizzati, aspettano di essere investiti. L'assessore regionale al trasporto Francesco Lollobrigida si dichiara impegnato su un testo unico per la montagna per ammorbidire vincoli ambientali e incentivare progetti urbanistici e residenziali, mentre lavora anche a un Lazio Superski che renderebbe complementari, le une alle altre, tutte le stazioni sciistiche della regione, mentre dalla Provincia si insiste sul progetto che vedrebbe lo scavalco del versanti Nord verso Leonessa per un circuito sciistico di circa quaranta chilometri. Insomma idee e progetti sembrano vivere un nuovo risveglio e nell'attesa la Società Funivie del Terminillo promette per la prossima stagione l'entrata in funzione di una nuova seggiovia biposto del Conetto, mentre è ancora in forse il rifacimento della sciovia Nord che risiede nel comune di Cantalice. Sul monte, comunque, si è sciato sino a domenica scorsa in condizioni meteo primaverili. Ora le piste (Cinzano, Banchetti e Carbonaie) sono chiuse, ma solo temporaneamente, in attesa che la primavera già arrivata abbia qualche ripensamento e lasci spazio agli ultimi sprazzi di inverno attesi per l'inizio delle terza decade di aprile, vale a dire in coincidenza con il periodo pasquale. C'è insomma ancora la speranza di una Pasqua sugli sci per poi riparlarne il prossimo inverno

Claudio Bianconi